“La stabilizzazione dei 114 precari della Giustizia lucani è sicuramente una notizia che ci riempie di soddisfazione, anche perché abbiamo aperto le porte alla vertenza in Consiglio regionale.
A metà settembre 2025 portammo la situazione dei precari della Giustizia in Prima Commissione consiliare, chiedendo l’audizione di una loro delegazione che era entrata in stato di agitazione sindacale.
Successivamente, con la mozione presentata in Aula e votata all’unanimità a fine settembre, impegnammo il Presidente e la Giunta ad adoperarsi nella Conferenza Stato-Regioni per la stabilizzazione e per garantire maggiori tutele a 183 lavoratrici e lavoratori lucani.
Tra questi, 114 precari, assunti nel 2022 per rafforzare gli uffici giudiziari, sono stati finalmente stabilizzati e la nostra azione a supporto delle loro rivendicazioni ha avuto un esito positivo”.
Lo dichiara il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, che prosegue:
“C’è da aggiungere che questo tema è entrato con forza anche nella battaglia referendaria che ha portato alla difesa della Costituzione contro la pseudo riforma della giustizia voluta da Nordio e Meloni.
Abbiamo sempre sostenuto che non fosse quello il modo per ridurre i tempi dei processi ma, piuttosto, che occorresse investire sugli organici e sul personale, a partire proprio da questa vertenza.
È innegabile che l’azione del sindacato, in primis, dell’ANM e, in particolare, la pressione esercitata dai territori, nel contesto anche del dibattito referendario, abbiano dato una spinta decisiva a un tassello senza il quale la macchina della giustizia sarebbe andata ulteriormente in crisi.
L’opera non è completa, poiché è necessario compiere un altro passo. Occorre completare il percorso, visto che altri precari, oggi con contratti in proroga, aspirano giustamente alla stabilizzazione e dobbiamo essere al loro fianco fino al raggiungimento del risultato prefissato, che coincide anche con un miglioramento dell’organizzazione della giustizia in Basilicata che, come altrove in Italia, sconta ritardi e arretrati che devono essere recuperati a vantaggio della certezza del diritto e del giusto processo”.



























