Riceviamo e pubblichiamo la nota Fim fiom Uilm Fismic:
“Questa mattina, a partire dalle ore 10:30, presso l’Assessorato alle Attività Produttive della Regione Basilicata, si è tenuto un incontro relativo alla vertenza che coinvolge i lavoratori di Smartpaper, alla presenza dell’Assessore Cupparo.
Un incontro che, purtroppo, ha confermato ancora una volta l’assenza di risposte concrete e l’inesistenza di un reale confronto istituzionale.
La vertenza riguarda due questioni centrali:
• il cambio d’appalto,
• la vendita di Smartpaper.
Relativamente al primo punto, da luglio ad oggi non si è registrato alcun passo in avanti, né sui livelli occupazionali, né sulla territorialità della commessa, né sul salario dei lavoratori.
A seguito dell’incontro del 19 novembre scorso presso il Ministero, rimasto senza esiti concreti, nelle scorse settimane abbiamo formalmente richiesto la riconvocazione del tavolo ministeriale con tutti gli attori coinvolti nel cambio d’appalto, a partire da Enel, RTI Accenture/Data Contact e Smartpaper.
Nel corso dell’incontro odierno abbiamo chiesto all’Assessore un impegno chiaro e formale: sollecitare il Ministero affinché il tavolo venga convocato al più presto.
Qualora ciò non dovesse avvenire entro la fine del mese di gennaio, la Regione Basilicata dovrà riconvocare il tavolo a livello regionale, perché è inaccettabile il protrarsi di questo silenzio.
È necessario che Enel e tutte le aziende coinvolte dicano con chiarezza a che punto siamo, anche alla luce del fatto che la proroga Enel scade il 28 febbraio.
Non si può continuare ad attendere senza risposte mentre le scadenze si avvicinano.
A complicare ulteriormente il quadro, la perdita della commessa è coincisa con la vendita del ramo d’azienda BPO da parte di Indra e quindi di Smartpaper a una nuova società, Teknei.
Smartpaper, anche nella giornata odierna, non ha presenziato ai tavoli, limitandosi a inviare una comunicazione via e-mail in cui conferma la vendita, specificando che il percorso non è ancora concluso e che il closing avverrà nelle prossime settimane o mesi.
Il passaggio dei lavoratori alla nuova società dovrà avvenire nel rispetto dell’articolo 47 della Legge 428/90 e dell’articolo 2112 del Codice Civile, garantendo la piena continuità occupazionale.
Tuttavia, ribadiamo che Smartpaper deve essere presente agli incontri, perché, a prescindere dal closing, è indispensabile capire come si sta operando oggi, soprattutto considerando che molte commesse scadranno già nel corso del 2026.
Le attività del mercato BPO sono già in forte contrazione e in difficoltà a livello nazionale. Non vorremmo che, in questa fase di transizione, si perdessero ulteriori quote di mercato e altre commesse, con ricadute dirette sull’occupazione, al di là delle rassicurazioni che Smartpaper annuncia ma che non si traducono in certezze reali.
Noi chiediamo certezze sul futuro, sul lavoro e sui salari, e l’apertura di una vera nuova pagina industriale per questo territorio e per la comunità dei lavoratori Smartpaper, oggi trasferita complessivamente nella sede di Sant’Angelo Le Fratte, a seguito della decisione aziendale di chiudere la sede di Tito.
Una scelta che si aggiunge alla chiusura della sede di Matera e di Smart Test e che dimostra, ancora una volta, il fallimento del progetto industriale di Indra in Basilicata.
Non vorremmo che a questo elenco di chiusure si aggiungesse domani un ulteriore tassello. Sarebbe l’ultimo, grave atto di un sogno industriale annunciato ma mai realizzato, con conseguenze pesantissime per i lavoratori e per l’intero territorio.
Il silenzio non è più tollerabile.
Servono tavoli, risposte e responsabilità. Ora”.




























