Senise riscopre le proprie radici tramite la figura di mons. Virgallita, fondatore del primo periodico cattolico lucano. L’incontro

Si è svolta ieri pomeriggio a Senise, presso il Palazzo della Cultura e della Legalità “Falcone e Borsellino”, la presentazione del volume “Il movimento cattolico nel cuore del Mezzogiorno” di Mario Golia, giurista ed eccellenza della Basilicata, dedicato ai fermenti culturali e ai primi germogli della dottrina sociale della Chiesa negli anni del pontificato di Leone XIII, con particolare riferimento alla figura di mons. Virgallita.

L’iniziativa è stata promossa dall’ Associazione Giovane Europa in collaborazione con il Consiglio regionale della Basilicata e con la Città di Senise.

All’incontro sono intervenuti:

  • il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata Angelo Chiorazzo,
  • don Gianluca Bellusci, docente di Teologia,
  • Nicola Messuti, Vice Sindaco di Senise,
  • Filippo Gazzaneo, scrittore.

Il confronto con l’autore è stato moderato da Felicia Spaltro.

A portare i saluti istituzionali il sindaco di Terranova, Franco Mazzia e l’assessore alla Cultura del Comune di Senise, Lucia Tuzio.

A conclusione dell’iniziativa, il Vice Presidente Chiorazzo ha sottolineato il valore culturale e civile del lavoro di ricerca presentato.

Ha sottolineato Chiorazzo:

“Il saggio di Mario Golia restituisce con rigore storico e profondità di analisi una stagione decisiva per il Mezzogiorno e per la Basilicata, mettendo in luce il ruolo di un intellettuale francescano come mons. Virgallita, protagonista del dinamismo culturale della nostra diocesi nel XIX secolo e fondatore del primo periodico cattolico lucano.

Una figura capace di tenere insieme fede, pensiero e impegno civile.

Riscoprire queste radici non significa guardare al passato con nostalgia, ma riconoscere quanto la nostra terra abbia contribuito alla formazione di una coscienza sociale e culturale che parla ancora al presente.

Iniziative come questa rafforzano l’identità delle comunità e restituiscono centralità alla cultura come strumento di crescita e responsabilità collettiva”.

Chiorazzo ha infine ringraziato l’autore e i relatori per:

“aver promosso un momento di confronto di alto profilo, ospitato in un luogo simbolico che richiama i valori della legalità, della memoria e dell’impegno civile”.