Stretta sul telemarketing: così la legge prova a fermare offerte ingannevoli e truffe

Con la conversione del Decreto bollette, licenziato con il voto del Senato, il governo tenta di stroncare sul nascere il telemarketing “selvaggio”.

Nel provvedimento approvato in via definitiva da Palazzo Madama, scrive today, si cerca di limitare questa pratica illecita e soprattutto di impedire che i contratti stipulati vengano ritenuti validi.

Centrali sono le modifiche all’articolo 51 del Codice del consumo.

Il Decreto bollette per rafforzare la tutela dei clienti domestici e il loro diritto di scelta delle condizioni economiche ha inserito il comma 8-bis.

Il capoverso stabilisce che, superati i 60 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento, “è vietato effettuare sollecitazioni commerciali per telefono, anche mediante l’invio di messaggi a consumatori, finalizzate alla proposta o alla conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas“.

È una rivoluzione copernicana per i comuni cittadini tormentati da telefonate moleste tutti i giorni.

Si potrà essere contattati solo se si è esplicitato un interesse e sarà onere del professionista dimostrare la validità del contatto con il consumatore.

Che oltretutto dovrà avvenire tramite un numero di telefono che lo identifichi in maniera univoca. Quindi stop ai numeri anonimi.

Il contatto con il singolo consumatore, prevede la norma, può avvenire “per telefono, anche mediante l’invio di messaggi, qualora vi sia stata una richiesta effettuata direttamente al professionista stesso attraverso interfacce informatiche di quest’ultimo”, oppure “nel caso in cui il contatto sia stato effettuato nei confronti dei propri clienti di energia elettrica e gas che abbiano espresso specifico consenso a ricevere proposte commerciali”.

Un altro punto fondamentale riguarda la validità dei contratti stipulati in violazione rispetto a quanto previsto dal comma 8-bis.

Il capoverso successivo, l’8-ter, stabilisce che gli accordi raggiunti al di fuori del nuovo perimetro normativo saranno considerati nulli.

I consumatori potranno segnalare all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) eventuali violazioni.