Secondo le ultime rilevazioni del Sistema Informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere in accordo con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, le prospettive occupazionali per la Basilicata all’inizio del 2026 mostrano un dinamismo focalizzato su settori specifici, seppur con persistenti sfide nel reperimento dei profili.
Per il mese di gennaio 2026, le imprese lucane hanno programmato circa 3.870 entrate e, allargando l’orizzonte al primo trimestre dell’anno (gennaio – marzo 2026), il volume complessivo delle assunzioni previste sale a 12.720 unità.
Il mercato del lavoro regionale si conferma orientato prevalentemente verso contratti a durata predefinita:
- ben l’87% delle entrate previste sarà a termine (tempo determinato o altri contratti con scadenza),
- mentre solo il 13% sarà stabile, suddiviso tra contratti a tempo indeterminato (12%) e apprendistato (1%).
In termini di tipologia professionale, il 41% delle richieste riguarda operai specializzati e conduttori di impianti, seguiti da professioni commerciali e dei servizi (18%) e profili generici (18%).
La quota destinata a dirigenti, specialisti e tecnici si attesta al 16%.
Un dato critico che continua ad emergere è la difficoltà di reperimento: in 46 casi su 100 le imprese prevedono di incontrare ostacoli nel trovare i profili desiderati.
Nonostante ciò, la richiesta di esperienza rimane alta: per il 71% delle entrate viene richiesta un’esperienza professionale specifica o nello stesso settore.
Per quanto riguarda i livelli di istruzione:
- l’11% delle entrate sarà destinato a personale laureato.
- Il 24% a diplomati di scuola media superiore.
- Il 33% a profili con qualifica o diploma professionale.
- Il 30% a chi possiede la scuola dell’obbligo.
Tra i settori di attività più attivi a gennaio si segnalano:
- Servizi alle persone (450 entrate).
- Commercio (440 entrate).
- Costruzioni (440 entrate).
- Turismo (servizi di alloggio e ristorazione): 340 entrate.
Infine, una quota pari al 20% delle assunzioni sarà riservata a giovani sotto i 30 anni, mentre il 23% sarà destinato a personale immigrato.




























