Potenza: “Il lavoro non deve spegnere i sogni”. ll progetto per le nuove generazioni

“Il cinema e gli audiovisivi sono motore di opportunità e futuro per le giovani generazioni.

Il punto non è solo “trovare un impiego”, ma capire che tipo di lavoro costruisce autonomia, futuro, comunità.

Collegare il tema all’Agenda 2030 significa spostare la domanda da “cosa mi conviene oggi?” a “che società stiamo costruendo entro il 2030?”.

Perché le scelte su formazione, contratti, salari, sicurezza e diritti non sono questioni tecniche: sono decisioni che determinano se un territorio cresce o si svuota, se un giovane resta o parte, se si innova o si sopravvive.

E’ questo il “messaggio” che il segretario generale della Uil Vincenzo Tortorelli ha lanciato sabato 31 gennaio a Potenza alle studentesse e agli studenti dell’Istituto Professionale di Stato per l’Industria e l’Artigianato “G. Giorgi” del capoluogo, partecipando ad un seminario dedicato a giovani, lavoro e Agenda 2030.

Un appuntamento di formazione e dialogo che mette al centro la creatività dei ragazzi, la pratica laboratoriale filmica e uno sguardo concreto sul mondo del lavoro.

L’iniziativa fa parte del Progetto “Potenza Social Cinema” proposto dal regista potentino Antonello Faretta, insieme ad Adriana Bruno (produttrice cinematografica) e Annamaria Sorbo (sceneggiatrice), finanziato dal Ministero alla Cultura e dalla Siae e sostenuto dalle docenti del Giorgi – Giulia Pietrafesa, Angela Natrone e Tiziana Cione.

Come ha spiegato Faretta:

“Il progetto prevede la realizzazione, da parte degli allievi, di un documentario breve inedito (della durata massima standard di 20 minuti) ispirato al Goal 8 dell’Agenda (Incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti), che verrà presentato al pubblico a conclusione delle attività progettuali”.

Tra i temi affrontati:

  • Stop all’abuso della precarietà non vuol dire “vietare i contratti a termine”, ma impedire che diventino la norma per lavori che sono di fatto stabili e continuativi. Se un’impresa usa contratti brevi solo per risparmiare o per non assumere, il costo lo paga la società (povertà, instabilità, fuga di talenti).
  • Salari dignitosi: se i salari restano bassi, il lavoro perde attrattività e si alimenta il lavoro povero. Inoltre il salario incide sui contributi e quindi sul futuro pensionistico.
  • Più formazione tecnica e professionale: non come “serie B”, ma come leva strategica. Tecnici qualificati sono fondamentali per industria, energia, manutenzione, digitale, sicurezza.
  • Politiche attive vere: significa servizi che accompagnino davvero dalla scuola al lavoro (orientamento, incontro domanda-offerta, riqualificazione), non solo misure “a pioggia”. Il giovane ha bisogno di una filiera che lo segua nei passaggi critici.
    Sicurezza sul lavoro: cultura, controlli e prevenzione. Qui puoi legare la richiesta alla dignità: nessun progetto di vita regge se il lavoro mette a rischio la vita.

L’Ipsia Giorgi sarà coinvolto nel nuovo Progetto Essere Insicuri promosso, per il terzo anno, dalla Uil.

Sottolinea Tortorelli:

“Parlare ai giovani non basta: bisogna dialogare con loro, riconoscendo le loro domande, le loro preoccupazioni e le loro aspettative”.

Al Giorgi abbiamo discusso di lavoro non come semplice occupazione, ma come diritto, dignità e possibilità di costruire il proprio futuro.

Come Segretario Generale della UIL Basilicata, credo profondamente che il nostro compito sia anche questo: esserci, confrontarci, assumere fino in fondo la responsabilità di costruire ponti tra generazioni.

Un ringraziamento sentito ad Antonello Faretta per la visione e la qualità del progetto, al Dirigente scolastico Michele Nigro per l’attenzione e la sensibilità dimostrate, e a tutte le docenti presenti all’incontro, in particolare alla prof.ssa Giulia Pietrafesa, per il lavoro educativo quotidiano e per aver accompagnato con competenza e passione questo importante momento di confronto.

Grazie soprattutto alle ragazze e ai ragazzi per l’ascolto, la partecipazione e la qualità delle riflessioni emerse. Il lavoro non deve spegnere i sogni, deve dare gambe per camminare sempre più lontano”.