Riserva regionale ed Oasi del Lago Pantano di Pignola: il WWF chiede massima cautela sugli interventi previsti

Il WWF Italia:

“segue con grande attenzione le recenti dichiarazioni dell’Assessore alle Infrastrutture della Regione Basilicata, Pasquale Pepe, in merito agli interventi programmati nell’ambito dei fondi nazionali per l’emergenza idrica e, in particolare, quelli destinati al Lago Pantano di Pignola, area com’è noto di elevatissimo pregio naturalistico e paesaggistico che svolge un ruolo fondamentale per la tutela della biodiversità e per l’equilibrio ecologico del territorio.

Le notizie ufficiali riportano che oltre 6 milioni di euro saranno destinati a opere di efficientamento dello sbarramento, valutazione sismica e impianti per rendere potabile l’acqua del Lago Pantano, nell’ambito del rafforzamento complessivo del sistema idrico Basento–Camastra.

Pur riconoscendo l’urgenza di affrontare gli effetti della crisi idrica e la necessità di garantire resilienza al sistema idrico regionale, il WWF Italia ritiene indispensabile che ogni intervento che possa incidere su un’area naturale di tale valore debba prendere in considerazione in maniera rigorosa gli impatti che tali opere possono avere sugli habitat e sulle specie tutelate e pertanto che i relativi  progetti siano sottoposti a valutazione di impatto ambientale e Valutazione di Incidenza (VIncA), come previsto dalla normativa nazionale e comunitaria.

Il Lago Pantano di Pignola com’è noto non solo è una Riserva Naturale Regionale, ma è riconosciuta anche area RAMSAR, zona umida di importanza internazionale, e Zona Speciale di Conservazione appartenente alla Reta Natura 2000 della Unione Europea in quanto ospita habitat e specie tutelati e costituisce un ecosistema delicato, in equilibrio tra funzioni ecologiche, fruizione naturalistica e ruolo idrico. Qualsiasi modifica strutturale ed in particolare eventuali variazioni del livello del lago, anche se motivate da esigenze di gestione della risorsa idrica, comporterebbero sicuramente effetti diretti e indiretti sugli habitat, sulla flora e sulla fauna, e devono quindi essere valutate con il massimo rigore scientifico.

Il WWF, che fin dal 1989, anno in cui l’area fu inserita nel sistema delle Oasi, ha contribuito alla conservazione delle sue emergenze naturali, grazie al prezioso impegno dei volontari del territorio, oltre ad averla fatta conoscere ed apprezzare a migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia con attività di educazione ambientale, conferma la propria disponibilità a proseguire nella collaborazione con le istituzioni regionali e locali per individuare strategie che garantiscano la migliore gestione dell’area, conciliando i vari interessi in gioco.

A tal fine, ancora una volta il WWF rivolge un accorato appello a tutti i soggetti competenti ed in primis ad API-Bas ed alla Regione Basilicata ad ultimare i necessari passaggi ammnistrativi perché si possano iniziare senza più indugi i lavori di ristrutturazione del centro visita previsti dal 2020 e l’area possa essere restituita alla cittadinanza”.