Scuola: “l’esame di maturità non è solo mettere un timbro”. Ecco cosa cambierà nel 2023

L’esame di maturità sarà come prima della pandemia.

È quanto annunciato il ministro dell’Istruzione Valditara in un’intervista a La Stampa.

Il ministro ha spiegato:

“La legge del 2017 che regola l’esame di Maturità è la legge in vigore.

Prima di decidere ho sentito esperti e addetti ai lavori.

Alla fine è parsa la soluzione più ragionevole.

Se dovesse funzionare male, si interverrà, ma l’idea che si cambi la maturità solo per mettere un timbro trovo sia inappropriata.

Il colloquio interdisciplinare deve valorizzare le competenze degli studenti e verificare la loro capacità di fare collegamenti tra le materie.

Non deve esserci l’interrogazione in italiano, in greco o in matematica.

Su questo invierò una circolare che chiarirà esattamente come andrà svolto il colloquio.

Sugli scritti invece ci saranno tracce che presumeranno la lettura dei giornali o la lettura dei libri.

Il mio invito ai ragazzi è a partecipare e a essere informati sulla vita pubblica e su ciò che accade nella società.

Per essere cittadini consapevoli e, quindi, maturi occorre leggere i libri e leggere i giornali e informarsi.

Purtroppo in Italia si leggono pochi libri e pochi giornali.

Questo è uno dei temi su cui la scuola e tutte le istituzioni devono attivarsi maggiormente.

L’alternanza scuola/lavoro non sarà condizione per l’ammissione agli esami di Stato: l’eccezione è dovuta al fatto che la normativa prevede un monte ore che purtroppo per il Covid molti non hanno potuto rispettare.

Sarebbero stati penalizzati gli studenti che non hanno potuto completare i percorsi”.

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