Caro-vita in Basilicata: il carrello della spesa corre più dell’inflazione!
Federconsumatori Basilicata lancia l’allarme: tra il 2021 e il 2025 i prezzi dei beni essenziali sono aumentati del 24%, ben oltre l’inflazione generale.
A pagare il prezzo più alto sono le famiglie lucane a basso reddito.
Negli ultimi cinque anni, il costo della vita anche in Basilicata ha subito un’impennata che va ben oltre i numeri ufficiali dell’inflazione.
Se l’indice generale dei prezzi al consumo è cresciuto del 17,1% tra il 2021 e il 2025, il cosiddetto “carrello della spesa” – ovvero l’insieme dei beni alimentari e di uso quotidiano – ha registrato un aumento del 24%.
Un divario di sette punti percentuali che pesa in modo sproporzionato sulle famiglie a reddito fisso, sui pensionati e su chi già fatica ad arrivare a fine mese.
Secondo i dati Istat, nel 2025 l’inflazione ha segnato una ripresa, con un tasso medio dell’1,5%, in crescita rispetto all’1% del 2024.
Ma dietro questa apparente moderazione si nasconde una realtà ben più complessa: i beni di prima necessità, quelli che ogni giorno finiscono nei carrelli dei supermercati e nei sacchetti dei mercati rionali, hanno continuato a rincarare a ritmi sostenuti.
L’analisi dell’Istat evidenzia come nel 2025 i prezzi al consumo siano aumentati dello 0,2% su base mensile a Dicembre e dell’1,2% rispetto a Dicembre 2024.
Ma ciò che colpisce è la dinamica dei prezzi dei beni alimentari, che hanno registrato un incremento medio annuo del 2,8%, con punte del 3,4% per gli alimentari non lavorati.
In Basilicata, il caro-vita colpisce in modo diseguale.
Le famiglie numerose, i pensionati, i lavoratori precari e i nuclei monoreddito sono i più esposti agli effetti dell’inflazione.
Secondo le stime di Federconsumatori, una famiglia media lucana ha speso nel 2025 circa 1..200 euro in più rispetto al 2021 solo per alimenti, energia e trasporti.
Un incremento che, in assenza di adeguamenti salariali significativi, ha eroso il potere d’acquisto e costretto molti a rivedere le proprie abitudini di consumo.
Il fenomeno è ancora più evidente nelle aree interne e nei piccoli comuni, dove l’accesso a beni e servizi è più limitato e i costi di trasporto incidono maggiormente.
In questi contesti, il rincaro dei carburanti e dell’energia ha avuto un impatto moltiplicatore, rendendo più onerosa anche la spesa quotidiana.
In Basilicata, e in particolare nella città di Potenza, i dati raccolti nell’ambito del progetto sperimentale di monitoraggio dei prezzi al consumo confermano questa tendenza.
Durante i mesi estivi del 2025, si è osservato un aumento dei prezzi degli ortaggi – in particolare zucchine e peperoni – mentre frutta come ciliegie, kiwi e pesche ha visto rincari significativi.
Al contrario, si sono registrate riduzioni per angurie, meloni, albicocche e insalata.
Il “carrello della spesa” non è solo un indicatore economico: è un termometro sociale.
Quando i prezzi dei beni essenziali crescono più dell’inflazione generale, significa che le famiglie devono tagliare su altri capitoli di spesa – cultura, tempo libero, salute – per far fronte alle necessità quotidiane.
In Basilicata, dove il reddito medio pro capite è tra i più bassi d’Italia, l’impatto di questi rincari è ancora più marcato.
Le famiglie lucane spendono una quota maggiore del proprio reddito per alimentarsi rispetto alla media nazionale, e ogni variazione dei prezzi si traduce in un sacrificio reale.
Un altro fronte critico è quello dell’energia.
Sempre secondo l’Istat, tra il 2021 e il 2025 i prezzi degli energetici sono aumentati del 34,1%.
Dopo un calo nel 2024, nel 2025 si è registrata un’inversione di tendenza: la voce “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili” è passata da -5,6% a +1,1%.
Un dato che, tradotto in bollette, significa nuove difficoltà per le famiglie lucane, soprattutto nei mesi invernali.
Queste le proposte di Federconsumatori Basilicata:
Per contrastare il caro-vita e tutelare il potere d’acquisto delle famiglie lucane, Federconsumatori Basilicata propone un pacchetto di misure articolato su più livelli: – Monitoraggio permanente dei prezzi: istituire un osservatorio regionale che raccolga e pubblichi dati aggiornati sui prezzi dei beni essenziali, con particolare attenzione ai mercati rionali e alle aree interne.
– Sostegno alle famiglie vulnerabili: rafforzare i bonus sociali per energia, gas e acqua, estendendo la platea dei beneficiari e semplificando le procedure di accesso.
– Educazione al consumo consapevole: promuovere campagne informative su come risparmiare nella spesa quotidiana, leggere le etichette, evitare gli sprechi e scegliere prodotti locali e di stagione.
– Sviluppo delle filiere corte: incentivare i mercati contadini e i gruppi di acquisto solidale (GAS), per ridurre i passaggi intermedi e contenere i prezzi.
– Controlli più severi: potenziare le attività ispettive nei confronti della grande distribuzione e dei fornitori energetici, per prevenire abusi e pratiche scorrette.
Educazione al consumo: un’arma contro il caro-vita In un contesto di prezzi in crescita, l’educazione al consumo diventa uno strumento fondamentale per difendere il potere d’acquisto.
Federconsumatori Basilicata è impegnata da anni in attività di formazione nelle scuole, nei centri anziani e nei quartieri, con l’obiettivo di diffondere buone pratiche di spesa, risparmio energetico e gestione del bilancio familiare.
Tra le iniziative più apprezzate, vi sono i laboratori di “spesa consapevole”, in cui i partecipanti imparano a confrontare i prezzi, leggere le etichette nutrizionali, riconoscere le offerte ingannevoli e scegliere prodotti di qualità a prezzi accessibili.
Un’attenzione particolare è riservata ai giovani, affinché sviluppino fin da subito una cultura del consumo responsabile.
Verso un osservatorio regionale dei prezzi Alla luce dei dati emersi e delle criticità evidenziate, Federconsumatori Basilicata rilancia la proposta – già avanzata negli anni scorsi – di istituire un Osservatorio Regionale dei Prezzi, in collaborazione con Istat, Comuni, Università e associazioni di categoria.
Uno strumento che consenta di:
- Monitorare in tempo reale l’andamento dei prezzi nei diversi territori della regione.
- Individuare tempestivamente anomalie e rincari ingiustificati.
- Fornire dati utili per le politiche pubbliche e per le scelte dei consumatori.
- Promuovere la trasparenza e la concorrenza nei mercati locali.
Conclusioni: un impegno collettivo Il caro-vita non è una fatalità, ma il risultato di dinamiche economiche, politiche e sociali che possono e devono essere governate..
In Basilicata, come nel resto del Paese, è necessario un impegno collettivo per garantire a tutti i cittadini il diritto a una vita dignitosa, fondata su consumi sostenibili, accesso equo ai beni essenziali e tutela del potere d’acquisto.
Federconsumatori Basilicata continuerà a vigilare, informare e proporre soluzioni concrete, nella convinzione che solo attraverso la partecipazione attiva dei cittadini e il dialogo con le istituzioni sia possibile costruire un’economia più giusta e solidale.




























