L’attesa è finita.
Per oltre mezzo milione di studenti, il percorso scolastico si avvicina alla fine con la pubblicazione del Ministero dell’Istruzione e del Merito delle materie dell’Esame di Stato 2026.
La nuova Maturità quest’anno vede molti cambiamenti rispetto agli anni passati, come un nuovo esame orale e l’importanza del voto in condotta.
Il calendario prevede come si apprende da quifinanza l’inizio dell’esame il 18 giugno, con la prima prova di Italiano, seguita il 19 dalla seconda prova.
Poi toccherà ai colloqui, che si protrarranno fino a luglio.
Le materie scelte per la seconda prova scritta dell’esame di Maturità, per i Licei, sono le seguenti:
- latino per il Classico;
- matematica per lo Scientifico;
- lingua e Cultura Straniera 1 per il Linguistico;
- scienze umane per il Liceo delle Scienze Umane (con Diritto ed Economia politica per l’opzione Economico-sociale).
Per gli Istituti Tecnici, le prove riguarderanno le discipline professionalizzanti:
- economia aziendale per Amministrazione, Finanza e Marketing;
- discipline turistiche e aziendali per Turismo;
- progettazione, costruzioni e impianti per Costruzioni, Ambiente e Territorio;
- sistemi e reti per Informatica e Telecomunicazioni.
La novità più significativa e dibattuta riguarda il colloquio orale.
Addio alla discussione del documento del Consiglio di Classe e spazio ad un colloquio su quattro discipline specifiche, scelte dal Ministero e già comunicate tempo fa.
Le materie per il Liceo Classico sono:
- lingua e letteratura italiana;
- lingua e cultura latina;
- storia;
- matematica.
Al Liceo Scientifico il colloquio verterà su:
- lingua e letteratura italiana;
- matematica;
- storia;
- scienze naturali.
Il Liceo Linguistico presenterà invece:
- lingua e letteratura italiana;
- lingua e cultura straniera 1;
- lingua e cultura straniera 2;
- scienze naturali.
Al Liceo delle Scienze Umane le discipline saranno:
- lingua e letteratura italiana;
- scienze umane;
- lingua e cultura straniera;
- storia dell’arte.
L’obiettivo di questo cambio di passo è spiegato sul sito del Ministero:
Il colloquio mira a verificare l’apprendimento in ciascuna disciplina, la capacità di utilizzare e raccordare le conoscenze acquisite e di argomentare in modo critico e personale, nonché il grado di responsabilità e maturità raggiunto.
Tiene conto dell’impegno dimostrato in ambito scolastico e in altre attività coerenti con il percorso di studio, nonché dell’impegno evidenziato in azioni particolarmente meritevoli, in una prospettiva di sviluppo integrale della persona.
Oltre al nuovo esame orale, cambiano anche le commissioni: non saranno più sette, ma cinque membri (un presidente esterno, due commissari esterni e due interni).
Per i candidati che raggiungeranno i 90 centesimi, la commissione potrà integrare il voto finale fino a tre punti aggiuntivi.
In questo calcolo, acquista un peso concreto anche il voto di condotta, che influisce direttamente sull’ammontare del credito scolastico.
La terza prova resterà in vigore per le sezioni EsaBac, per quelle con opzione internazionale, e per le scuole delle Regioni a statuto speciale dove è prevista una lingua d’insegnamento differente.
Ulteriore novità è che chi si rifiuterà di sostenere l’orale verrà bocciato.
Un modo per arginare i casi avvenuti lo scorso anno, quando diversi studenti si erano rifiutati di svolgere l’esame orale.
Una decisione che però non trova d’accordo la coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, Angela Verdecchia, che spiega:
Non si può ridurre il ciclo scolastico presentando solamente le attività di crediti formativi o di eccellenza, questo strumento sarà di fatti minimizzante per le poche esperienze meritevoli.
Cambia la Maturità, ma non cambia la nostra idea: ridurre 5 anni di percorso formativo a una prova che ci mette gli uni contro gli altri e che spesso è ridotta alla sola capacità mnemonica delle materie è inutile e dannoso.
È necessario ripensare al modo in cui dalla scuola veniamo proiettati verso il mondo esterno, questo esame non è di certo il modello migliore.
Chiediamo quindi l’abolizione della maturità e di ogni valutazione che riduca il percorso degli studenti a un numero.




























