“Ancora una volta l’Amministrazione comunale di Potenza dimostra tutta la propria mancanza di visione culturale, scegliendo di trasformare il Teatro Stabile — simbolo storico della città e riconosciuto palazzo storico lucano — in un contenitore di uffici amministrativi.
Una decisione annunciata dall’assessore Roberto Falotico che appare non solo sbagliata, ma profondamente lesiva del valore culturale e identitario di uno dei luoghi più importanti per la vita artistica cittadina”.
Lo dichiarano i Consiglieri della Maggioranza di centrodestra in Consiglio regionale.
Proseguono:
“Il Teatro Stabile non è uno spazio qualsiasi da riempire alla bisogna: è un presidio culturale, un luogo vivo, destinato alla produzione artistica, alla creatività, alla crescita culturale della comunità.
Ridurlo a sede di uffici significa svuotarlo della sua funzione, mortificarne la vocazione e trasformarlo, di fatto, in un simbolo di arretramento culturale.
Siamo di fronte a una scelta politicamente grave, che dimostra come la cultura venga considerata un problema logistico e non una risorsa strategica.
È inaccettabile che spazi nati per lo spettacolo dal vivo vengano piegati a esigenze burocratiche, peraltro senza alcuna evidenza di valutazioni tecniche sulla loro idoneità a ospitare uffici pubblici.
Ancora più incomprensibile è il fatto che esista già il Palazzo della Cultura di via Cesare Battisti, recentemente recuperato e pienamente idoneo ad accogliere tali funzioni, nel cuore del centro storico.
Ignorare questa realtà significa scegliere deliberatamente la strada più dannosa e meno coerente.
Va sottolineato, inoltre, che spostare due/tre uffici nel centro storico non risolve il problema dello spopolamento, un fenomeno che si è sviluppato negli anni a causa delle precise scelte politiche delle amministrazioni di sinistra, che hanno volutamente spostato l’asse della città verso altre zone per esigenze legate a operazioni cementistiche e di urbanizzazione, riducendo progressivamente la vitalità del cuore storico di Potenza.
Ridurre il Teatro Stabile a uffici non rappresenta dunque una soluzione, ma un ulteriore danno culturale, simbolico e identitario.
Questa decisione sottrae spazi alla cultura, penalizza operatori e associazioni, e lancia un messaggio devastante: a Potenza i luoghi simbolo possono essere snaturati senza alcuna visione né rispetto.
Chiediamo con forza all’Amministrazione di fermarsi e fare un passo indietro.
Il Teatro Stabile va tutelato, valorizzato e restituito integralmente alla sua funzione originaria.
La cultura non si svuota per fare spazio alla burocrazia.
La cultura si difende”.




























