Basilicata pronta ad investire su queste “comunità lontane dai riflettori”? L’incontro

L’assessore regionale alla Salute e al PNRR, Cosimo Latronico, ha inviato un videomessaggio alla presentazione del numero speciale di VITA, intitolato “Aree interne, l’Italia da scoprire”, in programma oggi a Matera.

Impegnato a Policoro per la presentazione della candidatura a Capitale del Mare, Latronico non ha voluto far mancare il suo contributo a un dibattito che tocca le corde più profonde della sua azione amministrativa: il destino delle comunità “lontane dai riflettori”.

Ha detto l’assessore:

“Questo numero di VITA fotografa un’Italia che conosco bene.

Spesso questi territori vengono letti solo attraverso le lenti del declino o della rinascita miracolosa.

La realtà è diversa: le aree interne sono fatte di comunità vive, di competenze e di visioni che chiedono solo di essere messe in condizione di esprimersi. Non sono rami secchi, ma il tronco pulsante del Paese”.

Latronico ha acceso i fari sul concetto di “servizi di prossimità”, tema centrale della sua delega alla Salute e alle Politiche della Persona: “Ho apprezzato il racconto del capitale sociale che tiene insieme i territori.

Sono i servizi quotidiani, spesso silenziosi, a garantire coesione e qualità della vita.

È quell’Italia concreta che non fa notizia nei grandi circuiti mediatici, ma che costruisce il futuro mattone dopo mattone”.

Il cuore dell’intervento è stato un richiamo alla responsabilità politica nella gestione dei fondi:

“Come assessore al PNRR – ha sottolineato Latronico – il mio impegno è costante per i borghi e le aree più fragili.

Non si tratta di fare assistenzialismo, ma di praticare una vera giustizia territoriale. Investire qui significa investire in sostenibilità e coesione sociale”.

In chiusura, un messaggio di speranza per le nuove generazioni e un plauso alla redazione della rivista:

“Dobbiamo dare alle persone la possibilità di restare, di tornare, di scegliere. Ringrazio VITA e Daria Capitani per questo lavoro di scavo serio e profondo. Raccontare queste storie significa dare dignità a chi ha deciso di non arrendersi”.