Il Governo ha nuovamente modificato il bonus cultura.
L’ex 18app, introdotta per dare ai diciottenni un bonus da circa 500 euro da spendere in prodotti e attività culturali, diventerà Carta Valore cultura e sarà esclusiva per chi riceve un titolo di studio di scuola media secondaria, il diploma, entro i 19 anni, quindi senza mai essere bocciato.
Una nuova carta che sostituisce il doppio bonus, determinato da Isee e merito, pensato per il 2025 ma che aveva ridotto significativamente la platea.
Rinnovati anche i controlli, dopo le truffe che avevano sottratto centinaia di questi bonus ai diciottenni aventi diritto, con sistemi di riciclaggio pensati per truffare lo Stato.
Il primo cambiamento significativo, come fa sapere quifinanza, per il bonus cultura del 2026 sono i requisiti.
Bisognerà:
- ottenere un titolo di studio di scuola media secondaria, il diploma;
- avere meno di 19 anni, quindi nella maggior parte dei casi non aver ripetuto nessun anno scolastico.
La Manovra finanziaria, che ha introdotto questo bonus, rimanda questa decisione a un decreto ministeriale attuativo da emettere entro il 30 novembre 2026.
C’è però uno stanziamento da 180 milioni di euro, dal quale si può derivare l’entità del bonus.
Se si divide questa cifra per gli studenti che, ogni anno, concludono le scuole superiori senza essere bocciati, si ottengono circa 500 euro.
Non si tratta, come detto, di una cifra ufficiale, ma soltanto di una stima.
Spesso in passato le domande per questi bonus hanno superato le aspettative del Governo.
Aumenteranno anche i controlli.
Uno dei problemi maggiori di 18App, quando era universale per tutti i 18enni, era la quantità di truffe informatiche che gli aventi diritto subivano.
In molti casi, bande di criminali erano riuscite a rubare l’identità digitale dei ragazzi e a richiedere e ottenere il bonus, poi convertito in denaro con la complicità di alcuni di esercizi commerciali.
Negli anni, secondo la Guardia di Finanza, sarebbero stati sottratti in questo modo 21 milioni di euro.
Il Ministero della Cultura attuerà quindi, su Carta Valore, dei controlli semestrali degli importi erogati, comunicandoli alla Ragioneria generale dello Stato.
In questo modo si avranno anche dati più chiari su chi richiede il bonus e soprattutto su quale sia il suo impatto sull’industria della cultura in Italia.
Non è mai stato fatto uno studio sull’impatto che questa misura ha sui consumi e quindi è difficile capire quale sia la sua effettiva utilità per il settore.
Sono però state proprio le lamentele da parte del settore della cultura a spingere il governo a cambiare nuovamente le regole del bonus riservato ai diciottenni. Le misure pensate per il 2025 infatti riducevano di molto la platea e, secondo gli esercenti, avevano causato una diminuzione sensibile degli introiti.
Questo nonostante nel 2025 le richieste sia per la Carta giovani, sia per la Carta del merito fossero aumentate sensibilmente:
- Carta giovani, 96mila richieste nel 2024, 223mila nel 2025;
- Carta del merito, 21mila richieste nel 2024, 40mila nel 2025.




























