Radar Picerno: cittadini presentano denuncia alla Commissione europea. I dettagli

L’associazione “Amici di Monte li foj” e il “Comitato No RADAR Monte li foj Picerno” comunicano:

“Nella giornata di Sabato 26 Settembre, in collaborazione per la parte giuridica l’avvocato Alessandro Singetta e con la consulenza tecnica del dot. Pio Abiusi, abbiamo provveduto a inoltrare una formale ‘denuncia’ dell’Italia alla Commissione europea, per la questione del RADAR che la protezione civile nazionale vorrebbe istallare su Monte li foj di Picerno (PZ), per ‘mancata applicazione ed attuazione del diritto dell’Unione europea e violazione del principio di precauzione da parte dello Stato italiano‘.

La nostra decisione, anche se a malincuore, è scaturita dal vergognoso ed inutile convegno informativo tenuto dal Capo della Protezione Civile Nazionale Borrelli e delle istituzioni Regionali a Picerno (nel mese di Luglio scorso).

La loro mancanza totale di dialogo con la popolazione locale e la chiusura ad ogni ipotesi alternativa, ci ha fatto capire che per loro la volontà popolare non ha nessun valore in confronto ad altri fattori soprattutto economici, come dimostra la mancata presa in considerazione di dislocazione del radar sulla torre Telecom ‘per non mettersi contro una multinazionale’ (parole loro).

Da qui la nostra decisione di portare le nostre istanze alla commissione europea mettendo in luce tutte le contraddizioni emerse anche dalle sentenze come: la mancanza di valutazione di impatto ambientale (obbligatoria in caso di zone protette e monte li foj e zona zsc natura 2000) o le loro stesse contraddizioni (prima dicono che la rete di radar funziona benissimo anche senza il radar in questione ma poi dicono che l’opera e indispensabile e urgente: dopo 29 anni da quando è stato progettato…..), la totale mancanza di sicurezza riguardanti la non pericolosità delle onde elettromagnetiche, visto le discrepanze tra la vicinanza delle abitazioni sul progetto da loro redatto con la realtà (3km, da progetto invece meno di 1km in realtà), la situazione degli usi civici gravati sui terreni ecc. ecc.

Tutte queste considerazioni ci hanno portato a prendere questa decisione nella speranza che nel frattempo chi di dovere cominci a capire che i cittadini non sono da considerare dei sudditi (a cui imporre scelte calate dall’alto) ma un entità con cui dialogare e cercare di trovare la migliore soluzione per il bene dell’intera comunità picernese, lucana ed italiana.

Senza contare che la tecnologia, in tutti questi anni, si è molto evoluta con sistemi notevolmente meno invasivi: sia per quando riguarda gli habitat naturali che di sicurezza per la popolazione locale (sistemi GPS), come da noi dimostrati con l’intervento del dott. Vespe dell’ASI di Matera.

Non vorremmo che l’Italia tutta sia condannata dalla comunità europea per colpa di burocrati e politici miopi e chiusi nelle loro torri d’Avorio.

Noi lo avevamo promesso: continua la nostra lotta contro questa opera inutile costosa e oltremodo dannosa per la nostra Montagna e per i cittadini tutti, continua finché le nostre ragioni non saranno ascoltate”.

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