Nel corso del tavolo odierno presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicato all’automotive – con la presenza dell’assessore allo Sviluppo Economico Francesco Cupparo e del direttore generale dello stesso Dipartimento Giuseppina Lo Vecchio – è stato ribadito il forte impegno dell’Italia a sostegno del settore automotive, anche in sede europea, dove il nostro Paese ha svolto un ruolo incisivo nel processo di revisione delle normative legate alla transizione del comparto, promuovendo un approccio orientato alla competitività, alla neutralità tecnologica e alla tutela della base produttiva e occupazionale.
Il Governo ha inoltre richiamato le ingenti risorse già messe in campo a livello nazionale per accompagnare la trasformazione dell’industria automobilistica, sostenere gli investimenti, l’innovazione e il rafforzamento dell’intera filiera.
In questo quadro si inserisce il confronto con Stellantis sulla situazione produttiva dello stabilimento di Melfi, con particolare riferimento alla nuova linea legata alla Jeep Compass.
I dati illustrati confermano una significativa salita produttiva, accompagnata da una riorganizzazione dei turni nelle diverse aree dello stabilimento.
Questa fase rappresenta oltre il 50% della forza lavoro complessiva del sito e segna un passaggio industriale rilevante per il rilancio produttivo di Melfi.
È stato inoltre ricordato che, dopo l’avvio della Jeep Compass, sono previsti ulteriori step produttivi con l’introduzione dei modelli DS7 e Lancia Gamma, rafforzando il ruolo strategico dello stabilimento nel piano industriale del gruppo.
Nel corso del confronto è stata posta particolare attenzione alla situazione dell’indotto.
Se alcune aziende risultano prossime alla piena saturazione grazie all’assegnazione completa delle commesse, sono soprattutto le imprese che operano con volumi ridotti o con assegnazioni parziali a soffrire maggiormente l’attuale fase, con ripercussioni sulla stabilità occupazionale e sulla sostenibilità produttiva.
È stata quindi evidenziata la necessità di un riequilibrio dei carichi di lavoro per garantire maggiore continuità a tutta la filiera locale.
Nel suo intervento, l’assessore Cupparo, ha sottolineato che l’area San Nicola di Melfi continua a registrare una sofferenza strutturale del sistema produttivo, con ampio ricorso agli ammortizzatori sociali e prospettive industriali in molti casi in fase di forte ridimensionamento o cessazione.
Le aziende dell’indotto Stellantis attualmente interessate da ammortizzatori sociali coinvolgono complessivamente 1.883 lavoratori.
Le vertenze di maggiore criticità seguite anche a livello ministeriale risultano PMC, Brose, Tiberina e Transnova.
Nel corso del 2025 risultano interamente utilizzate le risorse assegnate alla Regione per la CIG in deroga nelle aree di crisi industriale complessa (7,5 milioni di euro).
La Regione ha già richiesto al Ministero del Lavoro ulteriori 13 milioni di euro per il 2026, sulla base della stima del fabbisogno connesso al perdurare delle crisi aziendali.
Parallelamente, sono state attivate misure regionali di:
• politica attiva del lavoro;
• percorsi di formazione per lavoratori a rischio disoccupazione;
• strumenti in via di definizione per incentivi all’assunzione destinati a lavoratori provenienti da crisi industriali irreversibili.
Cupparo ha evidenziato il ruolo strategico della Regione Basilicata a supporto del sistema Stellantis, ricordando le misure adottate per contribuire alla riduzione dei costi energetici per le imprese, gli interventi a favore dei lavoratori in cassa integrazione e le azioni messe in campo per la loro formazione e riqualificazione professionale.
L’assessore ha dichiarato di aver appreso con soddisfazione i dati relativi alla risalita produttiva dello stabilimento, alla progressiva riduzione delle ore di cassa integrazione e ai segnali di ripresa dell’indotto, pur evidenziando che tali benefici non risultano ancora diffusi in modo uniforme tra tutte le aziende della filiera.
L’Assessore ha infine ringraziato Stellantis per la nuova fase produttiva avviata, ribadendo tuttavia la necessità di un’attenzione concreta verso l’indotto locale e auspicando che una parte significativa delle forniture e delle lavorazioni collegate ai nuovi modelli venga destinata alle imprese dell’area di Melfi e della Basilicata, al fine di rafforzare la filiera territoriale e consolidare le ricadute occupazionali sul territorio.




























