Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Coordinamento Agricoltori Basilicata sulla gestione della risorsa idrica in regione:
“In Basilicata manca una gestione dell’acqua. È così difficile dirlo?
Qualche mese fa, siccità. Oggi, alluvione. Stessa regione. Stesso anno. Nel mezzo, tanti convegni sulla resilienza — con il vestito stirato, lontano dai campi.
L’estate scorsa abbiamo vissuto una siccità devastante.
Campi arsi, animali senz’acqua, aziende in ginocchio. Si parlava di emergenza idrica, di resilienza, di futuro. Parole importanti, dette nei posti giusti, dalla gente giusta.
Oggi diluvia. Allagamenti, frane, strade impraticabili. E mentre fuori l’acqua fa danni, qualcuno ha aperto gli scarichi delle dighe.
Quell’acqua — quella che l’estate scorsa avremmo pagato oro — sta andando a mare. Di nuovo.
Non è un paradosso della natura. È un paradosso della gestione.
Questa regione ospita alcuni dei maggiori invasi d’Italia.
Un patrimonio idrico che molte regioni ci invidiano. Eppure ci comportiamo come se l’acqua fosse un problema irrisolvibile — troppa o troppo poca, mai giusta, mai gestita. Un paradosso che nessun convegno sulla resilienza ha ancora spiegato in modo convincente.
Non siamo tecnici. Siamo imprenditori e cittadini. Persone che si alzano all’alba, lavorano la terra, pagano le tasse e fanno i conti ogni giorno — quando non piove non raccolgono niente, quando piove raccolgono solo danni.
Abbiamo il diritto, e il dovere, di fare domande semplici: chi gestisce gli invasi?
Con quali criteri si decide quando aprire gli scarichi?
Esiste una pianificazione che tenga insieme il rischio idrogeologico e il fabbisogno idrico?
Se esiste, vogliamo vederla. Se non esiste, va costruita. Subito.
Chiediamo una cosa sola: una gestione seria, pianificata e pubblica della risorsa idrica in Basilicata.
Siamo disponibili al confronto con chiunque voglia affrontare il tema seriamente — Regione, Autorità di Bacino, gestori degli invasi. Nei campi, però. Non nei convegni.
Potrebbero sembrare chiacchiere da bar. Forse lo sono. Ma certe chiacchiere da bar hanno il merito di dire ad alta voce quello che tutti vedono e nessuno vuole affrontare davvero.
Buona Pasqua. Che sia una Pasqua di pace e di rinascita — per le persone e per questa terra”.




























