Dal 2 all’8 luglio 2026 sono stati percorsi 190 km a piedi, tra andata e ritorno, da Lauria al Santuario della Madonna di Novi Velia. Hanno partecipato e organizzato il pellegrinaggio: Raffaele Papaleo, Santo Cozzi ed Egidio Filardi.
Due le associazioni coinvolte: ‘Più siamo meglio stiamo’ e ‘Gruppo trekking Lauria’. I pellegrini portavano con loro anche lo stendardo dell’Associazione Mariana “Antonio Albanese”. Il 1959 rappresenta l’ultimo momento in cui i laurioti sono stati al Santuario del Gelbison a piedi, nel percorso di andata e ritorno.
I tre pellegrini si augurano che la tradizione possa continuare, ma avvertono che le difficoltà sono grandi. Il percorso, con pernottamenti anche all’aperto, non è privo di pericoli. Il pellegrinaggio è stato dedicato a Papa Leone XIV e ad Antonio Albanese, storico Procuratore dei pellegrinaggi a piedi che i laurioti hanno fatto fino al 1959. Notevole il supporto e l’assistenza ricevuto dai figli di Antonio Albanese: Mario e Rocco, disponibili ad intervenire in caso di grosse difficoltà durante il tragitto di andata e ritorno.
Ora finalmente, 67 anni dopo, il pellegrinaggio a piedi è stato ripreso.
Alla partenza da Lauria intorno alle ore 6:15 è stato presente il Sindaco di Lauria Antonio Rossino che ha augurato ai pellegrini un buon cammino ed ha consegnato una lettera, per i sindaci delle cittadine attraversate, nella quale dice:
“Questo cammino non rappresenta soltanto un gesto religioso, ma vuole essere anche un messaggio di speranza. In un tempo segnato da conflitti e divisioni, il pellegrinaggio è dedicato alla Pace nel mondo, affinché prevalgano il dialogo, il rispetto reciproco e la dignità di ogni persona. Allo stesso tempo, il passaggio dei pellegrini nei Comuni del Mezzogiorno intende testimoniare il valore della fratellanza tra le genti e rafforzare quello spirito di collaborazione che da sempre lega le nostre comunità.
Le Città del Sud condividono una storia, una cultura e radici comuni che possono diventare una forza capace di costruire relazioni sempre più solide, fondate sulla solidarietà, sull’accoglienza e sulla cooperazione istituzionale”.
Eccezionale l’accoglienza di tante persone lungo tutto il percorso: a partire dalle campagne di Nemoli, Rivello e San Costantino di Rivello in Basilicata e poi in tutto il territorio attraversato del Cilento: Sapri, Villamare, Vibonati, Policastro, Torre Orsaia, Castel Ruggero e Rofrano. Purtroppo, per lunghissimi tratti fatti percorrendo i sentieri fuori strada o sulle rotabili, non c’è la possibilità di trovare fonti per il rifornimento di acqua.
Ne consegue che, oltre a tutto il resto, nei già pesanti zaini occorre portare almeno tre litri di acqua. Il 3 luglio, a Torre Orsaia, l’accoglienza del Parroco don Antonio Marotta, ha consentito un ricovero sicuro.
A Rofrano, il 4 luglio, i pellegrini hanno dormito nell’agriturismo di Cono. Non sono mancate le notti in tenda, posizionata dove è stato possibile e più sicuro. Prima della partenza da Lauria, Sua Eccellenza Vincenzo Orofino, Vescovo della Diocesi di Tursi-Lagonegro, ha fatto pervenire ai pellegrini il seguente messaggio: “Gioisco nel constatare la vostra fedeltà a un gesto così espressivo della fede cristiana e della tradizione ecclesiale.
Conosco bene la devozione mariana del popolo di Lauria, ben radicata nella fede trinitaria e lietamente testimoniata nell’appartenenza ecclesiale. Il pellegrinaggio esprime in modo sublime la fatica che il cuore umano deve compiere per dare risposta alla sete di felicità che abita in noi.
Il nostro cuore è inquieto fin quanto non incontra il suo Creatore. Siamo, perciò, sempre in cammino, sempre in movimento, alla ricerca di una risposta esauriente ai nostri perché e ai nostri dubbi. Il Signore Gesù doni a ciascuno di voi la stessa certezza di fede che sua madre, Maria, ha testimoniato in tutte le circostanze della sua vita. Un caro abbraccio a tutti voi.
Con affetto. Don Vincenzo”.
Domenica 5 luglio è stata, per i pellegrini, la giornata più dura, poiché il dislivello del percorso passa dai circa 450 mt di Rofrano ai 1700 mt della cima del Monte: percorso fatto all’inverso nella stessa giornata per ritornare a Rofrano.
L’attraversamento del Monte impone attenzione particolare, poiché gli antichi sentieri non sempre sono riconoscibili ed è facile sbagliare percorso nelle immense macchie boschive nelle quali, nella diminuita luce pomeridiana durante il ritorno, con poca luce, l’orientamento può essere perso. Nel Santuario i pellegrini hanno ascoltato la Santa Messa celebrata dal Parroco don Vincenzo Iacovino, il quale accompagnava devoti di Castelsaraceno e di Castelluccio. Terminata la funzione religiosa, i tre pellegrini hanno salutato la Statua della Madonna percorrendo la breve scalinata che consente l’avvicinamento.
Poi sono usciti dal Santuario retrocedendo senza voltare le spalle all’altare, come vuole la tradizione. Nella stessa giornata, al Santuario del Gelbison, sono arrivati anche altri pellegrini di Lauria che hanno fatto il percorso di andata seguendo un itinerario alternativo che passa dal Fortino e giunge al Santuario da est. Il giorno 6 luglio i pellegrini hanno rifatto il tragitto, questa volta sulla via del ritorno, che collega Rofrano a Torre Orsaia.
Uno dei tre pellegrini che ha fatto il percorso di andata e ritorno, Santo Cozzi, già sulla via del ritorno, il giorno 7 luglio, a Policastro, ha dovuto interrompere il cammino a causa di un lutto in famiglia.
Ma Santo, idealmente, non ha mai abbandonato i compagni, e viceversa i compagni lo sentivano con loro. Gli altri due pellegrini, Raffaele Papaleo ed Egidio Filardi, hanno proseguito, giungendo a Lauria nel pomeriggio dell’8 luglio. Complessivamente, riferiscono i tre pellegrini, l’esperienza è particolare da un punto di vista spirituale e molto interessante da un punto di vista storico, poiché il percorso e i rituali che lo accompagnano affondano le radici nella tradizione.
Le difficoltà incontrate, tuttavia, devono invitare alla massima prudenza e attenzione qualora altri gruppi decidessero di ripetere il tragitto di andata e ritorno a piedi per tutti i complessivi 190 km.



























