Aumenti in busta paga per 3,8 milioni di lavoratori a partire da aprile! I dettagli

C’è una bella sorpresa in arrivo per 3,8 milioni di lavoratori.

Le buste paga dei prossimi mesi saranno più “ricche”, grazie alle novità illustrate dall’Agenzie delle Entrate nella circolare 2/E: la “tassa piatta” al 5% sugli incrementi retributivi e i rinnovi contrattuali, e l’imposta sostitutiva del 15% per maggiorazioni e indennità per lavoro notturno, festivo, nei giorni di riposo settimanale o per i turni.

Queste novità, come fa sapere today, contribuiranno a modificare in positivo lo stipendio di alcune categorie di lavoratori, con i primi accorgimenti che dovrebbero “apparire” sui cedolini già a partire dal mese di aprile.

La tassa light al 5%

Come specificato dall’Agenzia delle Entrate, la tassazione al 5% si applica ai lavoratori del settore privato con un reddito di lavoro dipendente, nell’anno 2025, non superiore a 33mila euro. La misura riconosce una imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali pari al 5% sugli incrementi da rinnovi contrattuali nazionali (Ccnl) sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026.

La nuova aliquota si applica agli aumenti corrisposti nel 2026 e, nel caso in cui l’erogazione sia iniziata prima, le eventuali quote di incremento erogate quest’anno rientrano comunque nella tassazione agevolata.

Nel perimetro dell’agevolazione anche le assenze retribuite come malattia, maternità/paternità o infortunio nonché l’aumento contrattuale che assorbe l’importo riconosciuto al dipendente a titolo di superminimo.

L’aliquota al 15% per notturni e festivi

La circolare ha illustrato anche una seconda novità, l’aliquota agevolata sulle maggiorazioni e indennità pagate nel 2026 per lavoro notturno, festivo, svolto nei giorni di riposo e su turni: per i dipendenti, sempre del settore privato, con reddito fino a 40mila euro scatta la sostitutiva Irpef pari al 15%. Entrambe le agevolazioni saranno riconosciute dai datori di lavoro ai contribuenti in possesso dei requisiti; coloro che, invece, non hanno un sostituto d’imposta, potranno “recuperarle” in dichiarazione.

Gli aumenti in busta paga

Come detto, gli aumenti riguardano soltanto i lavoratori del settore privato, mentre rimangono esclusi quelli del pubblico. Ad essere coinvolti, dopo l’innalzamento della soglia di reddito da 28 a 3 mila euro, sono circa 3,8 milioni di lavoratori, dei vari comparti che hanno sottoscritto i rinnovi contrattuali: dall’alimentare al tessile, fino al commercio, l’edilizia, la chimica e la logistica.

I conguagli e gli incrementi dovuti a queste due novità verranno specificati nella busta paga, probabilmente in uno spazio apposito ben riconoscibile.

Gli effetti strutturali delle novità fiscali dovrebbero “comparire” a partire dalla busta paga di aprile 2026, ma molto dipende anche dalle singole aziende e dalle tempistiche in cui vengono applicate le nuove indicazioni.

Quelle più rapide potrebbero riuscire a implementare gli aggiornamenti già con gli stipendi di marzo, che solitamente vengono erogati a fine mese o all’inizio del successivo, mentre per le aziende più grandi, a causa dei complessi aggiornamenti di software e cedolini, potrebbero richiedere più tempo.