Basilicata, segni di ripesa: nel 2021 oltre 700 nuove imprese! Ecco i dettagli

“I dati sulla creazione di nuove imprese nel 2021 diffusi ieri da Unioncamere che registrano in Basilicata un saldo attivo di 714 imprese tra nuove iscrizioni (2.774) e cessazioni (2.060) sono incoraggianti anche se siamo ancora lontani dai valori precedenti alla pandemia”.

Lo sostiene l’assessore regionale alle Attività Produttive Francesco Cupparo sottolineando che:

gli aiuti della Regione alle imprese e ai liberi professionisti, come ha riconosciuto lo stesso Presidente nazionale Unioncamere per le Regioni del Sud e la nostra, hanno avuto un effetto importante sia per sostenere le imprese che altrimenti avrebbero cessato l’attività in un numero decisamente maggiore che ad incoraggiare la nuova imprenditoria specie giovanile e femminile.

Il lavoro del Dipartimento Attività Produttive per tutto l’anno da poco concluso si è indirizzato principalmente sul fronte degli aiuti e sostegni alle nostre piccole imprese (in gran parte ditte individuali e familiari), liberi professionisti, commercianti, artigiani, albergatori, ristoratori, ecc.

Complessivamente nel corso del 2021 abbiamo destinato circa 200 milioni di euro, in gran parte già erogati; solo i beneficiari dell’ A.P. “Attività ferme” sono 1.200.

Sono convinto che senza gli Avvisi di aiuti regionali, che nei tempi di approvazione ed anche di accredito hanno anticipato quelli del Governo, tante nostre microimprese non ce l’avrebbero fatta quest’anno a restare aperte.

Con il nuovo anno e con gli interventi che contiamo di attuare attraverso il Pnrr e il Piano Strategico Regionale vogliamo accompagnare tutto il comparto produttivo verso il rilancio e di conseguenza puntiamo ad accrescere l’occupazione specie dei giovani laureati per i quali abbiamo pensato ad una specifica misura che favorisce le imprese che assumono nostri laureati.

E’ evidente che a partire dal nuovo disegno di legge del Governo sui ristori per questa nuova fase della pandemia segnata da grande incertezza che si ripercuote sui consumi degli italiani e quindi sulle imprese ci aspettiamo aiuti e misure fiscali nazionali più consistenti”.

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