Regioni “amiche delle madri”: la Basilicata non più ultima in classifica. Il rapporto

Il Rapporto “Le Equilibriste – La maternità in Italia 2026” propone anche quest’anno il Mothers’ Index regionale, realizzato in collaborazione con l’ISTAT, che misura le condizioni delle madri attraverso 7 ambiti – Demografia, Lavoro, Rappresentanza, Salute, Servizi, Soddisfazione soggettiva e Violenza – utilizzando 14 indicatori provenienti da diverse fonti del sistema statistico nazionale.

In questa edizione la regione più “amica delle madri” è l’Emilia-Romagna (110,115), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (106,334) e dalla Valle d’Aosta (105,718), che torna sul podio dopo il forte arretramento registrato nell’edizione precedente.

Segnali di miglioramento si osservano per il Piemonte, che sale dal 12° all’8° posto (103,473), e per la Calabria, che guadagna due posizioni, passando dal 18° al 16° posto (94,197).

Al contrario, si registrano arretramenti nel Nord-Est: il Friuli-Venezia Giulia scende dall’8° al 13° posto (100,801) e il Veneto dal 9° al 12° (100,978), evidenziando un indebolimento relativo nel confronto nazionale.

Perdono terreno anche il Molise, che scivola dal 15° al 17° posto (94,177), e il Lazio, che passa dal 6° al 9° posto (103,469).

Nel Mezzogiorno il quadro resta complessivamente stabile e su livelli inferiori alla media nazionale (101,460): l’Abruzzo, con un valore pari a 99,259, si conferma la regione meglio posizionata tra quelle meridionali (14° posto), mentre in fondo alla classifica si collocano la Basilicata (92,276), la Puglia (92,226) e la Sicilia (91,930).

Nel complesso, la situazione italiana mostra un lieve peggioramento rispetto agli ultimi due anni: l’indice nazionale scende a 101,460, in calo rispetto al 102,635 del 2024 e al 102,002 del 2023.

Una flessione riconducibile in particolare al peggioramento delle dimensioni della demografia, del lavoro e della salute.