Nel potentino candidata Sindaca vittima di minacce e aggressioni: “Increscioso e preoccupante quanto sta avvenendo”

“È increscioso e preoccupante quanto sta avvenendo nelle ultime ore a Lagonegro in merito alle presunte minacce e aggressioni di cui sarebbe stata vittima la signora Maria Di Lascio“.

Ad affermarlo, il candidato sindaco della lista “Cantiere Lagonegro”, Antonio Brigante, il quale si dice turbato per l’escalation verbale e fisica registrata in Paese con l’approssimarsi della scadenza delle elezioni amministrative in programma il 20 e 21 settembre prossimi, con una “sana competizione, auspicabilmente, che va trasformandosi invece in scontro”.

Ha aggiunto Brigante:

“Al netto della scontata riprovazione di qualsiasi azione di violenza o prevaricazione nei confronti di chicchessia, e della dovuta solidarietà e vicinanza nei confronti di chi subisce atti del genere, trovo alquanto singolare che la menzionata signora Di Lascio, mia competitor in vista del voto, sia oggetto di episodi del genere ogni qualvolta ci si appresti a recarsi alle urne qui a Lagonegro in tempi di consultazioni elettorali.

Era accaduto anche nel maggio del 2011 ed anche allora si votava per le elezioni amministrative, la Di Lascio era candidata, come oggi, alla carica di sindaco e riferì addirittura di essere minacciata di morte.

Si accompagnava in lista con Giovanni Santarsenio, oggi tra loro in competizione, ma da separati in casa: stesse metodiche di allora, solo interessi  apparentemente divergenti adesso, con due liste una fotocopia dell’altra.

Noi della lista “Cantiere Lagonegro”, alternativa ai due, forte e credibile, siamo assolutamente lontani da tali dinamiche, perché questi episodi non ci interessano e non ci riguardano.

Non vorrei che si trattasse di operazioni mediatiche, nel solco della peggiore tradizione deviante da “vecchia e abusata strategia della tensione”, artatamente e subdolamente costruite alle spalle ed all’oscuro della nostra comunità per condizionarne la libera espressione di voto, messe in atto proprio quando cresce la coscienza collettiva del danno arrecato a Lagonegro dall’azione congiunta della Di Lascio e Santarsenio con il dissesto, la declassificazione della segreteria comunale, l’impoverimento delle risorse umane e professionali che costituivano la macchina amministrativa del comune, etc., e che non si è in grado di avere consenso e di essere credibili nella proposta di governo di Lagonegro.

Queste sono cose che non fanno bene alla nostra comunità, ne lacerano il tessuto sociale ed il senso di coesione, inquinando il dibattito ed il confronto e precludendo a tutti i candidati la possibilità di confrontarsi seriamente ed in modo pacifico, rispettoso e sereno sui contenuti ed i temi che stanno a cuore ai nostri concittadini e che, invece, meritano il nostro ascolto e la nostra più viva attenzione”.

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