“Operazione della DDA di Potenza conferma una piaga che va combattuta senza tregua”. I dettagli

Riceviamo e pubblichiamo una dichiarazione stampa del segretario generale della Fai Cisl Basilicata Raffaele Apetino sull’operazione della Dda di Potenza contro lo sfruttamento lavorativo e il caporalato:

“Un’inchiesta che avrebbe fatto emergere una rete criminale transnazionale capace di sfruttare il sistema dei “Decreti Flussi” per reclutare braccianti agricoli stranieri, ridotti in condizioni di moderna schiavitù.

Si tratta di fatti gravissimi che colpiscono la dignità delle persone, alterano il mercato del lavoro e danneggiano profondamente l’immagine dell’agricoltura lucana, composta nella stragrande maggioranza da imprese sane e lavoratori onesti.

La Fai Cisl Basilicata ribadisce che il contrasto al caporalato deve rappresentare una priorità assoluta per tutte le istituzioni.

Non bastano le sole operazioni repressive, pur fondamentali: servono controlli continui, trasporti regolari per i lavoratori, accoglienza dignitosa, maggiore incrocio trasparente tra domanda e offerta di lavoro e un rafforzamento della rete territoriale contro ogni forma di sfruttamento.

L’operazione di oggi dimostra ancora una volta come dietro il caporalato si nascondano vere organizzazioni criminali che fanno profitto sulla disperazione umana, calpestando diritti, sicurezza e dignità.

Per questo è necessario costruire una grande alleanza sociale tra sindacati, istituzioni, forze dell’ordine e imprese sane per isolare chi alimenta illegalità e sfruttamento nei campi.

La Fai Cisl Basilicata continuerà ad essere presente in tutti e 131 comuni della regione, accanto ai lavoratori italiani e stranieri, per difendere il lavoro regolare, la sicurezza e i diritti contrattuali, affinché nessuno debba più essere costretto a lavorare in condizioni disumane.

Chi sfrutta i lavoratori agricoli non colpisce soltanto le persone più fragili, ma danneggia tutto il settore agroalimentare e la credibilità delle nostre produzioni. La legalità e la dignità del lavoro devono venire prima di tutto”.