Potenza: il Coronavirus non ferma l’installazione del ripetitore che “ha sconvolto la vita di centinaia di famiglie”! La denuncia

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del Comitato per la tutela e lo sviluppo delle contrade Botte e Torretta:

“Strade libere, residenti bloccati incasa per via delle misure restrittive previste per il contenimento del COVID-19 ed anche un bel sole che oggi, 6 aprile 2020, si infrangeva sul contestato e imponente traliccio di 37 metri in contrada Botte a Potenza.

Quali migliori condizioni per riprendere i lavori del ripetitore della Tim, che dal lontano 2018 ha sconvolto la vita di centinaia di famiglie?

I residenti della zona, come tutti gli Italiani, sono già molto provati dalla pandemia.

L’istallazione del ripetitore sarebbe un altro duro colpo in questo momento nel quale è vietato anche manifestare per rispettare le disposizioni nazionali e regionali.

Il ‘Comitato per la tutela e lo sviluppo delle contrade Botte e Torretta’ chiede alle istituzioni di intervenire urgentemente per fermare i lavori e teme, come più volte ribadito, che possa essere a rischio la salute di tante persone, tra le quali molti bambini in tenera età, più sensibili ai danni da radiofrequenze.

Il Comitato ritiene, inoltre, che in tempo di lockdown inviare una ditta appositamente dalla Calabria sia un atto che potrebbe mettere a repentaglio la salute degli operai calabresi e dei cittadini lucani.

Presidente Bardi, Sindaco Guarente e Prefetto Vardè, può essere considerata l’installazione – exnovo – di una stazione radio-base per la telefonia mobile una ‘comprovata esigenza lavorativa diretta a garantire l’erogazione dei servizi pubblici essenziali’?

A nostro avviso no dal momento che nella zona in questione c’è sempre stato, e c’è tuttora, segnale telefonico sufficiente a garantire sia il traffico voce che il traffico dati.

Riusciranno inoltre a garantire tutte le norme di sicurezza sul lavoro, in un momento così particolare, mediante l’utilizzo di tutti i DPI ed a garantire la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro gli operai giunti da Lamezia Terme?

Chiediamo tempestivo intervento perché si trovi una soluzione alternativa a questa installazione prima che sia completata e che ogni sforzo in tal senso sia reso vano!”.

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