Potenza sempre più devota a San Gerardo: un grande evento per i 900 anni di Storia che legano la nostra città al Santo Patrono

Novecento anni di storia legano Potenza al suo Santo Patrono, novecento anni di devozione sentita, ampia, diffusa per San Gerardo Della Porta da Piacenza.

Un omaggio che coinvolge l’intera città, un ennesimo atto di devozione al Santo Patrono, un grande evento spettacolare, dove ciascuno potrà lasciarsi trasportare dalle emozioni e dalla meraviglia di scoprirsi parte integrante di una storia che apre i cuori, una storia sorprendente, una grande opera che canta la vita e la santità di Gerardo Della Porta.

Uno spettacolo da vivere come un rito che lascia il segno, che infonde commozione agli occhi e al cuore, una manifestazione di devozione verso il Santo Patrono di Potenza in cui tutti potranno sentirsi coinvolti, tutti potranno percepire qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore, e scoprirsi stimolati a vivere e aprirsi a sensazioni  nuove o comunque diverse, attraverso un percorso emotivo e una narrazione che celebra l’attaccamento di un intero popolo alla figura di San Gerardo Vescovo.

Di tutto questo e molto ancora si parlerà giovedì 24 gennaio alle ore 18:30 al Teatro F. Stabile in piazza Mario Pagano ove si terrà l’evento di Presentazione del progetto IL RICCIO RITROVATO -GERARDO LA PORTA IL SANTO CONDOTTIERO DI ANIME.

L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni dell’Anno Gerardiano a 900 anni della morte di San Gerardo la Porta, volute da Diocesi di Potenza e Comune.

Sarà presentato il grande evento che i proponenti candidano come grande attrattore culturale e turistico della città.

Un evento che canta la vita e le opere di San Gerardo della Porta ma anche quella dei Martiri della storia e della città.

La presentazione, attraverso l’utilizzo dei linguaggi drammaturgico-narrativi, musiche e danze, sarà una vera e propria anteprima in scala che trasmetterà le emozioni che si vivranno donando un’esperienza di immersione totale in cui lo spettacolo diviene scintilla, per innescare un processo di profonda conoscenza e devozione che va al di là dell’evento stesso.