«Comprendiamo le esigenze di sicurezza e di ordine pubblico, soprattutto in occasione di eventi che richiamano una presenza straordinaria di persone, come le giornate centrali delle festività patronali.
Ma altra cosa è estendere misure così restrittive a tutti i fine settimana di maggio, con disposizioni che appaiono francamente sproporzionate».
Lo dichiara Francesco Fanelli, consigliere comunale nonché consigliere regionale, intervenendo sull’ordinanza che dispone limitazioni alla vendita e all’asporto nel centro storico cittadino.
«Se si legge il provvedimento nel merito, non si interviene soltanto sulla vendita di superalcolici, misura che in specifici contesti può anche essere comprensibile, ma si arriva a vietare l’asporto di alimenti e bevande in qualsiasi contenitore in vetro, alluminio, ceramica o altro materiale potenzialmente utilizzabile in modo improprio.
Questo significa, nei fatti, colpire in modo indistinto cittadini, esercenti e attività commerciali, ben oltre situazioni realmente emergenziali.
La domanda è semplice: davvero il centro storico deve essere considerato per tutti i fine settimana di maggio come un’area a rischio tale da giustificare misure di questa portata?
Se esistono esigenze specifiche, legate a eventi particolari, è giusto intervenire con provvedimenti puntuali e proporzionati.
Ma generalizzare rischia di produrre solo disagi e danni economici».
In queste ore sto raccogliendo il malcontento di commercianti ed esercenti che si sentono, ancora una volta, destinatari di decisioni calate dall’alto senza un reale confronto.
Parliamo di attività che ogni giorno tengono vivo il centro storico e che meritano ascolto, non ulteriori ostacoli.
La sicurezza è una priorità assoluta, ma non può diventare il pretesto per adottare misure eccessive che finiscono per penalizzare chi vive, frequenta e lavora in città. Amministrare significa trovare equilibrio, non imporre divieti indiscriminati».


























