Basilicata, forestazione: “bene le dieci giornate ma l’opera non è compiuta”. I dettagli

“Prendiamo atto dell’accordo raggiunto dalla Giunta regionale con le organizzazioni sindacali sulle dieci giornate aggiuntive e sulla regolarità dei pagamenti per l’intera platea della forestazione.

Lo facciamo con l’attenzione di chi segue questo dossier da mesi, non da oggi, e con la precisione che la materia richiede: è un risultato positivo, ottenuto attraverso una pressione politica persistente, malgrado le ultime rimostranze e rivendicazioni da parte del solito assessore Cupparo”.

Lo dichiarano le consigliere regionali del M5s, Alessia Araneo e Viviana Verri.

Proseguono:

“Il percorso che ci ha portato fin qui è documentato passo per passo.

Il 24 Febbraio abbiamo depositato la mozione per l’armonizzazione contrattuale tra le categorie Saap, Asa e Forestali, nominando con chiarezza ciò che troppo spesso viene trattato come un problema tecnico: la frammentazione delle platee lavorative è uno strumento di governo del consenso, e il comparto forestale lucano ne è una delle manifestazioni più leggibili.

Il 2 Aprile abbiamo tenuto una conferenza stampa dedicata, coinvolgendo le organizzazioni sindacali, le lavoratrici e i lavoratori che ringraziamo, e portando all’attenzione pubblica non solo i numeri, ma la logica politica che li produce.

Il 17 Aprile abbiamo denunciato che la convocazione sindacale promessa non era mai arrivata.

Il 28 Aprile, insieme a tutte le minoranze, abbiamo presentato in aula un emendamento con una proposta precisa: quattro Milioni di euro per ciascuno degli esercizi 2026 e 2027, con copertura individuata nella riduzione degli stanziamenti della Missione 17, destinati all’incremento delle giornate per l’intera platea e all’avvio del turnover.

Quella proposta è diventata ordine del giorno votato all’unanimità dall’intero Consiglio.

Quella che oggi viene presentata come un’apertura della Giunta è, nei fatti la risposta non più rinviabile a una pressione che dura da mesi.

Non lo diciamo per rivendicare primogeniture, ma perché la distinzione ha un peso politico preciso: il governo regionale, cioè, non ha guidato il processo, come avrebbe dovuto fare da tempo, ma è arrivato alla fine.

Dunque, un passo in avanti è stato compiuto su impulso delle lavoratrici e dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali, delle opposizioni e infine del governo, ma l’opera non è compiuta.

Bisogna, infatti, puntare a sanare definitivamente le distinzioni che ancora persistono all’interno della platea, per evitare che ci siano lavoratrici e lavoratori con pari mansioni e diversi trattamenti; e si deve lavorare a una riforma reale e strutturale dell’intero comparto.

Chiediamo, inoltre, chiarezza sul significato e sugli effetti di questo ‘turnover selettivo’ a cui la Giunta ha fatto riferimento, perché non si generino equivoci e ambiguità.

Continueremo a seguire questa vicenda con la stessa attenzione con cui l’abbiamo seguita dal primo giorno.

Restiamo disponibili a partecipare a ogni sede di confronto istituzionale — commissione, tavoli, assemblea — perché gli impegni assunti trovino attuazione verificabile, e perché ai lavoratori e alle lavoratrici del comparto forestale sia garantita non semplicemente un’annata meno peggiore delle altre, ma una prospettiva strutturale degna di questo nome”.