Potenza, scuole chiuse e lezioni da casa: “dare a tutti la possibilità di connettersi”. Ecco la proposta per chi è in difficoltà

Il consigliere regionale Luca Braia, capogruppo di Italia Viva, dichiara:

“Va eliminata la diseguaglianza sociale che si crea tra chi può connettersi alla rete e chi non può, perché la scuola non può e non deve essere preclusa a coloro che non hanno le possibilità.

Per arginare i contagi da Covid -19 oggi sono a casa anche 326 scuole primarie e di I grado, che si aggiungono alle secondarie già in DAD da tempo, per l’incapacità della Regione di programmare e gestire trasporti e sanità.

Tra le misure che la Regione Basilicata deve mettere immediatamente in campo per le giovani generazioni e nell’ottica di rilanciare l’economia e di contrastare lo spopolamento fornendo uguali opportunità, non possiamo lasciare indietro il mondo della scuola creando ulteriori divari ed emergenze educative e sociali per mancato accesso agli strumenti digitali con cui si eroga la conoscenza.

Durante questa emergenza sta emergendo, in particolare per le famiglie con figli quanto sia importante disporre di una connessione a internet veloce.

Un’esigenza per gli adulti, specie se si sono trovati a lavorare da casa, ma oggi anche per bambini e ragazzi che devono studiare, seguire le lezioni, caricare i compiti, accedere alle informazioni.

Ciò crea diseguaglianze non certo nuove ma fino ad oggi probabilmente sottovalutate nelle conseguenze.

La connettività è un servizio che non deve scontrarsi con le possibilità economiche di chi deve usufruirne.

Dai dati Istat/Openpolis aggiornati a maggio 2020 si apprende che in Basilicata il 31% delle famiglie non ha alcun accesso a internet e per circa il 10% di esse il problema è il costo della connessione (mobile o fissa che sia).

L’ordinanza n. 44 del presidente Bardi chiede proprio alla scuola dell’obbligo il sacrificio di restare a casa e di lavorare in Didattica Digitale Integrata.

Parliamo di circa 35 mila bambini e ragazzi che dall’oggi al domani si trovano a dover far scuola da casa.

E’ necessario è urgente far fronte alla necessità delle famiglie lucane con figli in età scolare (6-14 anni), dal momento che si aggiungono alle varie criticità del momento delicatissimo ed emergenziale che stiamo vivendo anche i problemi di connessione.

Con la Didattica Digitale Integrata di uno o più figli, l’eventuale smart working dei genitori, di cui molti insegnanti a loro volta ‘costretti’ in questi giorni per tenere le loro lezioni, consentire l’accesso a distanza al diritto all’istruzione a tutti gli alunni e le alunne di Basilicata in età dell’obbligo scolastico, in special modo nelle aree interne crediamo sia doveroso per la nostra istituzione regionale.

Con l’emendamento da me proposto si intende fornire quasi ‘una SIM dati in ogni casa’ (o dispositivo di connessione) dove vi è necessità assoluta.

In ogni famiglia deve essere possibile usufruire nella maniera più semplice dei giga utili e necessari ad affrontare i collegamenti che vengono richiesti dalle scuole per la frequenza scolastica a distanza degli studenti e delle studentesse.

La Regione Basilicata deve garantire l’accesso anche da remoto al diritto costituzionale all’istruzione a tutti gli alunni e le alunne di Basilicata in età di obbligo scolastico, soprattutto a quelli delle fasce sociali più deboli e che stanno facendo più sacrifici.

Riteniamo, pertanto, che un contributo a fondo perduto pari a 50 euro/annui da destinare alle famiglie disagiate con Isee inferiore a 20.000 euro da utilizzarsi per i problemi di connessione correlati alla Didattica Digitale Integrata (SIM dati o dispositivo di connessione) possa essere utile a garantire la frequenza scolastica a distanza degli studenti e delle studentesse.

Nelle aree interne e meno connesse della regione potrebbe, infatti, non essere scontato l’accesso alla conoscenza tramite un qualche tipo di rete.

Il contributo sarà annuale nel numero di uno a famiglia richiedente, sino a che vi sia un componente frequentante la scuola dell’obbligo.

Ci sono tanti minori lucani che vivono in una famiglia che ha meno possibilità da offrire loro e ciò si aggiunge alle difficoltà territoriali, per chi abita nei nostri comuni interni, con meno servizi rispetto alle città maggiori.

La connessione per tutti, in primis per loro, a scuole “chiuse” deve poter essere un diritto garantito, dalla stessa istituzione che ha valutato sacrificabile temporaneamente il diritto allo studio per dar precedenza al diritto alla salute della collettività”.

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