Festa della mamma: gli auguri e l’auspicio di questa Associazione per le volontarie lucane

“Nella giornata che celebra le mamme il nostro pensiero non può non andare a tutte quelle che da volontarie, con fatica e abnegazione, si impegnano a donare tempo e amore agli altri“.

E’ questo l’augurio che arriva dal Centro Servizio al Volontariato (Csv ) di Basilicata in occasione della ‘ festa della mamma’, che si celebra domani, 10 maggio.

In Italia, secondo i dati Istat 2023-2024, il volontariato conta oltre 4,6 milioni di persone, con una presenza femminile che rappresenta circa il 42% del totale, meno della metà è costituita da mamme”.

Ricorda Gianleo Iosca, direttore del Csv Basilicata:

“Non dobbiamo dimenticare che sono ancora tanti gli ostacoli che impediscono alle mamme di impegnarsi in attività di volontariato a partire dagli elevati e non condivisi carichi familiari e domestici”.

Le poche donne, che riescono a conciliare con fatica il volontariato con la gestione della famiglia, sono costrette a ridurre il tempo che possono dedicare ad attività strutturate e continuative scegliendo forme di volontariato flessibili e informali.

Eppure, confermano ricerche recenti, le mamme volontarie rappresentano una risorsa preziosa per l’intero settore perché assicurano, quando possono fornire il loro impegno senza altri carichi o vincoli familiari e lavorativi, un’attività più continuativa e stabile, con una grande affidabilità.

Aggiunge Giannino Romaniello, presidente del Csv Basilicata:

“Il nostro settore può essere propulsivo e avviare un grande cambiamento pensiamo ad esempio alla possibilità di costruire reti di volontariato dove una madre di famiglia possa dare il suo contributo senza dover rinunciare a tutto il resto”.

Anche le istituzioni possono fare la propria parte per eliminare gli ostacoli pratici favorendo conciliazione e accesso.

Concludono Iosca e Romaniello:

“Sarebbe fondamentale offrire orari flessibili, rimborsi spese per la babysitter o prevedere spazi di accudimento durante le attività di volontariato allo stesso modo, coinvolgere anche i più giovani e gli uomini nelle attività di cura può contribuire a ridistribuire il carico. In sostanza, bisogna costruire un ambiente in cui chiunque, indipendentemente dal genere e dai carichi familiari, possa dedicare tempo agli altri senza penalizzazioni”.