Lo scultore Fernando Mario Paonessa in mostra a Maratea: 25 opere raccontano il “Concrezionismo”. I dettagli

Domenica 21 Giugno 2026, alle ore 17.30, a Villa Tarantini di Maratea, sarà inaugurata la mostra L’alleluja della materia concrezionata dello scultore Fernando Mario Paonessa, artista di riconosciuto prestigio internazionale.

Promossa dal Comune di Maratea con il patrocinio della Regione Basilicata, della Provincia di Potenza e dell’APT Basilicata, in collaborazione con Italia Nostra – Sezione Senise-Pollino APS e con l’Associazione “I Borghi più belli d’Italia” di Maratea, l’iniziativa rappresenta il primo passo verso la realizzazione del futuro Paonessa Museum Maratea, progetto culturale destinato ad arricchire l’offerta artistica della città.

Alla cerimonia inaugurale interverranno:

  • il Sindaco di Maratea, avv. Cesare Albanese; lo scultore Fernando Mario Paonessa; la responsabile del coordinamento generale, prof.ssa Tina Polisciano; il prof. Vittorio Cappelli, storico dell’Università della Calabria; e il dott. Michele Saponaro, consulente curatoriale della mostra insieme alla storica dell’arte dott.ssa Milena Ferrandina.

Fernando Mario Paonessa è uno scultore italiano di respiro internazionale che da oltre cinquant’anni conduce una personale e originale ricerca artistica fondata sul concetto di “materia concrezionata”, elemento centrale della sua poetica e della presente esposizione. Formatosi a Roma presso la Scuola delle Arti Ornamentali e Plastiche “Nicola Zabaglia”, ha sviluppato un linguaggio espressivo nel quale la materia si trasforma in memoria, energia e racconto simbolico.

Le sue opere, caratterizzate da superfici ricche di stratificazioni e sedimentazioni formali, trasformano il tempo in segno visibile e danno vita a forme di intensa forza plastica ed emotiva.

Cavalli, tori, figure mitologiche e volti umani attraversano la sua produzione come archetipi universali, mentre la costante tensione tra tradizione e sperimentazione conferisce alle sue sculture una cifra stilistica immediatamente riconoscibile.

Tra le venticinque opere selezionate per la mostra, particolare rilievo assume la tauromachia, monumentale scultura collocata nella Piazzetta Porta del Sole, tra le opere più rappresentative dell’intero percorso espositivo.

Scrive Tina Polisciano nella brochure La scultura e la città, prodotta per l’occasione: «Il toro rappresenta, metaforicamente, la forza della terra, la fecondità del suolo, il valore delle radici agricole ed è connesso all’identità del luogo. Le radici di Maratea sono contadine e il toro simboleggia il lavoro della terra, la resistenza, la fatica quotidiana, la fertilità e lo spirito di chi non si arrende… Il fatto che il paese sia vicino al mare, ma storicamente non marinaro, rafforza ancora di più questa scelta: il toro racconta l’identità più autentica, non quella turistica, bensì quella di una comunità solida e radicata e può anche rappresentare una sorta di orgoglio locale. Nel nostro contesto agricolo, il toro non è solo appropriato: è probabilmente uno dei simboli più significativi che si potessero adottare».

Ma il tema centrale della mostra, tratto identitario dell’intera produzione artistica di Paonessa, è la “materia concrezionata” che dà il titolo a questa esposizione.

Scrive Maurizio Marini nella brochure Materia, forma, emozione, nella scultura concrezionata di Paonessa, che vuole offrire al visitatore la chiave di lettura delle opere esposte: «Il Concrezionismo, infatti, come ci ricorda lo stesso Paonessa nel suo libro Concrezionismo, è una materia che è grido e si fa grido; è una materia aspra e disadorna, forzata e sforzata, dal contrasto forte e deciso dei volumi, dei vuoti e dei pieni fissati e costretti a vivere in strutture destrutturate e co-scomposte in equilibri precari, precipitati, dinamici ed indifferenti».

Per Marini, la ricerca artistica di Paonessa si fonda su una concezione della materia come organismo vivo e mutevole, capace di esprimere le tensioni, le contraddizioni e le inquietudini dell’esistenza contemporanea.

La forma nasce così da un continuo confronto tra ordine e caos, memoria e trasformazione, dando vita a opere che coinvolgono lo spettatore in una profonda esperienza emotiva e conoscitiva.

La mostra rimarrà aperta fino al 20 settembre p. v., tutti i giorni, festivi compresi, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle ore 18.00 alle 21.00.

Ingresso libero.