Coronavirus in Basilicata: “Il rischio è troppo alto per continuare a lasciare le cose così come sono”! L’appello al presidente Bardi

Così il segretario generale della Cgil Basilicata, Angelo Summa, rivolgendo un appello al presidente della Regione Vito Bardi per il superamento di una situazione che, a detta sua, evidenzia drammaticamente tutte le criticità della sanità lucana, un tempo tra le eccellenze del sud:

“Bisogna agire subito per mettere a sistema la gestione dell’emergenza sanitaria.

Non servono commissari esterni, ma uomini che abbiano competenze e conoscenze del nostro sistema sanitario.

Si faccia presto per superare questa empasse.

Presidente tali criticità sono la diretta conseguenza di scelte organizzative sbagliate fatte da chi ha governato precedentemente questa regione, conseguenza di nomine illegittime e di manager senza alcuna esperienza nel dirigere importanti strutture sanitarie e conseguenza di un riordino sanitario che ha spogliato il territorio di servizi, medici e strutture sanitarie.

Le responsabilità nella gestione di questa emergenza, però, sono oggi nelle mani della classe politica che governa, a partire dall’assessore alla sanità che ha evidenziato la sua inadeguatezza.

Non basta annunciare le unità speciali Covid 19, bisogna renderle operative, riconnettere il coordinamento tra strutture e il territorio, ripristinare una rete di ascolto e protezione delle persone.

La battaglia si vince sul territorio.

Il coordinamento delle attività da parte della task force regionale fino ad ora non ha funzionato.

Basta conoscere alcuni dei casi di ritardi nell’esecuzione nella lettura e nella consegna dei tamponi, il mancato controllo della catena dei contatti che ha consentito una diffusione dell’epidemia frenata soltanto dopo con misure di distanziamento sociale.

Senza strumenti di monitoraggio, né di un diario clinico i pazienti positivi o in quarantena in osservazione domiciliare, sono lasciati in solitudine dal sistema che non è in grado di farsene carico.

Non sono stati né divulgati né applicati i protocolli di trattamento domiciliare.

Gli ospedali sono privi di DPI e senza misure di contenimento adeguate, così come le forniture di DPI che di test diagnostici.

Sono ampiamente insufficenti.

Eppure si discute da febbraio e la task force non è stata in grado di pianificare nulla di concreto in 45 giorni di studio, solo lentezza e confusione.

Dal mio modesto punto di vista vanno estesi i tamponi a tutti, andrebbe creato un sistema di filtro sul territorio, coinvolgendo Medici di medicina generale e di continuità assistenziale non solo per fare triage, monitoraggio telefonico e tamponi, ma per avviare da subito le terapie antivirali già a domicilio.

Nella battaglia contro il Covid 19, rispetto ad altre regioni, abbiamo ancora un vantaggio per contenere il contagio.

Mi riferisco a una serie di interventi che vanno dall’incremento dei posti letto di terapia intensiva e dotazione di respiratori, in misura proporzionale alla popolazione, alla riconversione dei reparti ospedalieri al reperimento di ulteriore personale sanitario con idonea professionalità.

Potrebbe essere utile la costituzione di un team dedicato che si interfacci con la medicina di base per seguire i pazienti contagiati nelle loro case, così come azioni specifiche all’interno delle strutture residenziali che rischiano di non garantire un livello adeguato.

Ecco presidente, è giunto il tempo che lei, insieme alle tante criticità che sta affrontando, si occupi della più importante, quella della sanità che necessita di risorse, personale, presidi di sicurezza, ma prima di tutto di una direzione adeguata a tutti i livelli, senza la quale non potrà esserci neanche tutto il resto.

Il rischio è troppo alto per continuare a lasciare le cose così come sono.

Bisogna essere uniti, questa è una battaglia che si vince tutti insieme”.

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