Coronavirus: tutti negativi i 100 migranti trasferiti in Basilicata dalla Sicilia! Ecco l’annuncio

Nella giornata di ieri, sono stati trasferiti in Basilicata, precisamente a Ferrandina (MT), 100 migranti provenienti dalla Sicilia.

In merito, in un comunicato diffuso da “Ferrandina in comune”, il Sindaco Gennaro Martoccia, dichiara:

“Cari tutti,

come già anticipato dagli organi di stampa, il Ministero dell’Interno con proprio provvedimento ha chiesto alla Prefettura di Matera di farsi carico della sistemazione di 100 cittadini provenienti da Porto Empedocle, tutti di nazionalità tunisina, in arrivo in Basilicata.

Il Prefetto di Matera ha ufficialmente comunicato che le cento persone sono state tutte sottoposte a tampone e sono risultate tutte negative al Covid-19, pur dovendo rigorosamente rispettare l’obbligo di quarantena.

La prefettura di Matera – organo locale del Ministero degli Interni – ha individuato nella ‘Old West’ allo Scalo di Ferrandina la struttura che dovrà temporaneamente ospitare parte dei 100 migranti, che pure dovranno essere collocate in diverse strutture di accoglienza.

Pur nella consapevolezza che quello delle migrazioni è una questione globale; che, inoltre, è un obbligo morale e civile salvare vite e al contempo essere solidali con le comunità siciliane che pure hanno e stanno affrontando costantemente l’emergenza sbarchi, in qualità di Sindaco di Ferrandina mi sono sentito in dovere di comunicare al Prefetto la mia contrarietà in ragione della inadeguatezza della struttura ospitante, a cui si aggiunge l’imminente inizio lavori per un importante investimento turistico presso la Stazione Scalo di Ferrandina-Matera.

Siamo certi che la Prefettura di Matera – in accordo con il Ministero degli Interni – garantirà la sicurezza sanitaria delle persone ospitanti ed una sorveglianza sanitaria attiva e un controllo della struttura costante in modo da scongiurare eventuali contagi all’interno delle strutture di accoglienza.

Ho sentito l’obbligo morale, da Sindaco, di informare la mia comunità di scelte centrali che, in ogni caso, non ci devono vedere spettatori passivi ma protagonisti attivi di un fenomeno complesso che deve saper coniugare il diritto alla vita e alla dignità con il diritto alla salute personale e collettiva!”.

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