Potenza, criticità ambientali: ecco i risultati di questo progetto su alcune discariche

Si terrà Mercoledì 18 Dicembre a Potenza, nella sede di Palazzo D’Errico, noto anche come “Palazzo della Cultura e del Turismo”, l’evento di presentazione dei risultati del progetto “Programma Sperimentale SIMBioSi”, acronimo di “Sviluppo di modelli ed Indicatori per il Monitoraggio ambientale ed il Bio-fito-risanamento di Siti contaminati”, realizzato dal Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo (CGIAM) grazie ad un cofinanziamento della Regione Basilicata.

Il Progetto Simbiosi, avviato a Novembre 2017, a seguito di un Protocollo d’intesa sottoscritto nel 2012 tra il Centro di Geomorfologia Integrata per l’Area del Mediterraneo (CGIAM) e i Comuni di Potenza e Tito, nasce nell’ottica di sviluppare ed implementare metodologie innovative per l’analisi e il monitoraggio ambientale e territoriale, a basso costo ed impatto, in grado di poter individuare l’effetto di una potenziale contaminazione delle matrici ambientali, riconducibili ad attività antropiche complesse, quali le discariche.

L’iniziativa è un’occasione di incontro e di riflessione sui risultati del progetto, dunque, sulle potenzialità dei dati da remote sensing di ultima generazione quali i dati Copernicus e Landsat OLI per l’analisi ed il monitoraggio ambientale e territoriale di siti caratterizzati da criticità ambientali, e per promuovere la conoscenza delle tecniche di Bio-Fito-Risanamento quale opportunità di recupero funzionale ecosostenibile delle aree di discarica dismesse.

Infatti le attività sono state incentrate sui due siti test indicati a suo tempo dagli allora Sindaci, Vito Santarsiero e Pasquale Scavone, quali siti caratterizzati da situazioni di criticità ambientale:

  • il complesso di discariche Montegrosso-Pallareta (Potenza);
  • la discarica Aia dei Monaci (Tito).

La procedura integrata di analisi implementata in SIMBioSi durante i 24 mesi di attività di progetto, ha caratteristiche generalizzabili ed esportabili in altri ambiti territoriali e per altre attività.

Infatti, grazie ad attività di ricognizione, ricerca, applicazione e sperimentazione e mediante l’acquisizione e l’elaborazione di dati e informazioni relativi ai livelli di contaminazione delle matrici ambientali si è giunti, da un lato, alla definizione di un sistema innovativo ed avanzato di monitoraggio ambientale per l’individuazione di stress indotti sull’ambiente e il territorio da attività antropiche potenzialmente inquinanti, dall’altro, all’applicazione di tecniche per il fitorisanamento sui siti test ai fini di un recupero naturale ed ecosostenibile degli stessi.

La metodologia low cost adottata in SIMBioSi, non solo potrebbe essere estesa all’intero territorio della Regione Basilicata senza particolari oneri aggiuntivi, ma può trovare applicazione in settori piuttosto variegati e trasversali rispetto ai principali assi delle politiche regionali di governo e gestione del territorio (ambiente, infrastrutture e energia): si va dal settore dei rifiuti (discariche e inceneritori) a quello dell’estrazione di idrocarburi, dagli incendi boschivi al dissesto idrogeologico, dal consumo del suolo al rischio di desertificazione.

All’incontro interverrà il Dott. Gianni Rosa, Assessore Regionale all’Ambiente ed Energia.

Di seguito la locandina con i dettagli.

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