“l’11 maggio ricorreva l’anniversario della morte di Gianni De Michelis, più volte ministro della repubblica e segretario del Psi, figura importante del socialismo italiano, come ricordato anche dall’on. Bobo Craxi.
Proprio sul tema dell’energia De Michelis fu profetico, quando disse che la questione dell’approvvigionamento energetico per l’Europa sarebbe diventata centrale, perché capace di incidere su diversi ambiti direttamente connessi ‘al benessere di singoli e collettività’.
Tra questi, ‘sicurezza, tenore di vita, sostenibilità dello sviluppo economico, stabilità degli equilibri internazionali, degrado ambientale, dal modo in cui tutte queste materie verranno governate nei prossimi decenni dipenderanno il futuro e le stesse chance di sopravvivenza di intere società, non solo in Europa, ma nel mondo intero’.
Era il 2006 e, a distanza di vent’anni, stiamo facendo i conti con una situazione difficile che mette a rischio tutti quegli elementi di cui parlava l’esponente socialista, con grande visione e preoccupazione”.
Lo dichiara il capogruppo di Avs-Psi-LBp in Consiglio regionale, Antonio Bochicchio, che aggiunge:
“Proprio ieri leggevo la notizia secondo cui il sindaco di Montescaglioso ha espresso ufficialmente parere negativo rispetto a nuovi permessi di ricerca di idrocarburi avanzati dalle compagnie del settore.
Si tratta di istanze di cui abbiamo discusso anche nelle Commissioni consiliari, manifestando alcune perplessità ma senza pregiudiziali.
Anche in quella sede i sindaci intervenuti espressero preoccupazioni legate alla tutela della salute e dell’ambiente, in alcuni casi perché si trattava di aree già sottoposte a forte pressione industriale e segnate dalla presenza di pozzi dismessi non bonificati, oppure richiamando la necessità di studi e valutazioni specifiche, trattandosi di riserve naturali.
Su un tema così delicato, in un territorio che sopporta da anni un rilevante carico ambientale, spesso senza adeguati benefici o ristori, una consultazione pubblica e istituzionale non è più rinviabile.
Nel parlamentino lucano abbiamo più volte richiamato questa necessità, discutendo delle richieste relative ai nuovi permessi di ricerca, perché ci rendiamo conto del momento storico che stiamo attraversando.
Le guerre incidono direttamente sui prezzi e sulla disponibilità di gas e petrolio e ormai non sono più soltanto alle porte dell’Europa, ma dentro l’Europa.
In questo scenario la Basilicata potrebbe essere spinta, per esigenze nazionali e internazionali, a fare di più sul fronte energetico.
La ragione di Stato rischia quindi di prevalere su tutto, ma ciò non toglie ai lucani il diritto di decidere sul destino di risorse che appartengono a questa terra.
Se non ci si può sottrarre a determinate scelte strategiche, allora bisogna almeno poter incidere sui processi decisionali, limitando le esternalità negative, bilanciando gli interessi in campo e garantendo compensazioni adeguate ai sacrifici richiesti ai territori.
In Basilicata si ragiona da tempo sul post-petrolio e si prova ad accelerare la transizione energetica, ma gli idrocarburi continuano a segnare profondamente il nostro destino e non sappiamo ancora per quanti anni avranno un peso, che rappresenta anche un vantaggio competitivo, sul futuro della regione.
Per questo è necessario aprire una discussione seria e senza ipocrisie, che la politica deve avviare innanzitutto con i cittadini e con le compagnie.
Tra poco scadranno le concessioni, tra il 2028 e il 2029, e la Regione deve arrivare preparata, con una visione chiara del proprio futuro.
Anche perché la transizione energetica rischia di essere molto più lunga di quanto inizialmente previsto dall’Ue.
Gli squilibri internazionali stanno già scombinando strategie e tempi della politica energetica europea e sarà inevitabile individuare nuove soluzioni.
Ciò significa che petrolio e gas continueranno a incidere a lungo sul nostro destino, pertanto siamo chiamati non a subire, ma a governare il processo decisionale.
Proprio come diceva il compianto De Michelis, il futuro e le stesse chance di sopravvivenza di intere società dipenderanno dal governo delle risorse e dalla capacità della classe dirigente di scegliere il meglio con spirito di coscienza, autonomia e responsabilità”.



























