Bonus mobili come “moneta fiscale” anche per sanare i debiti accumulati nei confronti degli enti locali.
La detrazione riconosciuta per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici entra in discussione nel corso dei lavori per la conversione in legge del decreto legge n. 38/2026.
Come spiega informazionefiscale “in parallelo all’emendamento al DL Fiscale che propone di includere il beneficio nel bonus ristrutturazione, riducendo il valore dello sconto IRPEF, dalla Sottosegretaria al Ministero dell’Economia Sandra Savino arrivano ulteriori dettagli sulla riforma all’attenzione del Governo.
I dettagli sull’ennesima misura che potrebbe cambiare assetto al sistema dei bonus casa sono stati forniti nel corso della seduta della Commissione Finanze e Tesoro del Senato del 6 maggio 2026.
L’idea è di prevedere un meccanismo di compensazione tra i crediti che derivano dalle detrazioni fiscali con i debiti accumulati, a titolo di esempio, in materia di IMU o TARI.
Una vera e propria “riforma tecnica” nel rapporto tra Fisco e cittadini, con il fine di fornire più vie per sanare le pendenze arretrate.
L’obiettivo è quello di eliminare il paradosso che, ad oggi, interessa i cittadini che vantano un credito verso lo Stato e contemporaneamente hanno un debito verso la Pubblica Amministrazione.
Si punterebbe quindi a rendere coerenti queste due posizioni, per evitare che lo Stato dia mentre cerca di recuperare.
Cosa potrebbe cambiare nella pratica?
Se ad oggi il bonus mobili è applicato come sconto sull’IRPEF in dichiarazione dei redditi, con ripartizione in 10 rate annuali, l’ipotesi è di permettere al cittadino di usare le somme in compensazione per scontare i debiti maturati nei riguardi degli enti locali.
Si tratterebbe di debiti come IMU o TARI non versate, multe stradali arretrate e altre imposte comunali o regionali, come il bollo auto.
Il bonus mobili potrebbe quindi diventare uno strumento per regolarizzare la propria posizione debitoria.
Questo quanto si può dedurre dalle anticipazioni fornite dalla Sottosegretaria Savino.
Se il piano di riforma è attualmente in fase di studio, il bonus mobili entra in discussione già nell’immediato con il Decreto Fiscale n. 38/2026.
Tra gli emendamenti presentati in Commissione Finanze del Senato che portano la firma del suo Presidente, l’Onorevole Massimo Garavaglia, c’è la proposta di un restyling generalizzato a partire dal 1° gennaio 2027.
L’idea è di inglobare la detrazione per mobili e grandi elettrodomestici nel bonus ristrutturazione, prevedendo un cambio radicale del metodo di calcolo del bonus fruibile così come del limite di spesa.
L’emendamento prevede nel dettaglio che la detrazione venga calcolata nel limite massimo del 15 per cento dell’ammontare complessivo dei lavori di ristrutturazione.
Questo il testo della proposta:
“A decorrere dal 1º gennaio 2027, tra le spese detraibili per la realizzazione degli interventi di cui all’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, rientrano, nel limite massimo del 15 per cento dell’ammontare complessivo delle spese ammissibili alla detrazione, le spese documentate sostenute per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla classe A per i forni, alla classe E per le lavatrici, le lavasciugatrici e le lavastoviglie, alla classe F per i frigoriferi e i congelatori, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di intervento.”
Se dai più il tema è stato trattato evidenziando l’impatto positivo sul fronte della durata del beneficio, che diventerebbe strutturale e non più subordinato a proroghe di anno in anno, il tasto dolente è relativo alla portata dello bonus mobili, riconosciuto ad oggi al 50 per cento fino al limite di 5.000 euro di spesa.
Non vi sarebbe più una percentuale autonoma e un autonomo tetto massimo di costi detraibili, ma un meccanismo che legherebbe il budget del bonus mobili alle somme spese in ristrutturazione, premiando i lavori più pesanti a dispetto delle spese più contenute ed estendendo il “doppio binario” della detrazione per prime case e immobili diversi.
Su questo fronte si ricorda che già dal 1° gennaio dello scorso anno, e fino al 31 dicembre 2026, il bonus ristrutturazione spetta al 50 per cento per i lavori sull’abitazione principale, mentre scende al 36 per cento per gli interventi su immobili diversi.
Dal 2027 è in programma una riduzione delle due percentuali di detrazione, rispettivamente al 36 e al 30 per cento: questi i valori che si applicherebbero anche al nuovo bonus mobili.
Il futuro dello sconto del 50 per cento è quindi in discussione.
La Commissione Finanze e Tesoro del Senato sarà impegnata fino all’inizio della prossima settimana nell’esame degli emendamenti, per definire il pacchetto di correttivi che confluiranno nella nella legge di conversione del decreto n. 38/2026″.



























