Crisi idrica in Basilicata: “Gli invasi lucani sono calati di milioni di metri cubi”. L’allarme

La crisi idrica (per irrigazione) di ferragosto, al Sud ha toccato i livelli di guardia.

L’Anbi (Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni Miglioramenti Fondiari) segnala:

“una situazione di emergenza delle riserve idriche trattenute negli invasi di Puglia e Basilicata.

Nel tacco d’Italia il calo è stato di 12 milioni di metri cubi in una settimana (il deficit idrico rispetto al 2019 è ora di oltre 54 milioni di metri cubi).

Nei 10 giorni scorsi, gli invasi lucani sono calati di 18 milioni di metri cubi, toccando un deficit di 60,72 milioni di metri cubi rispetto al 2019″.

L’allarme è ripreso da Donato Distefano, vice presidente nazionale ANBI e direttore regionale Cia-Agricoltori, il quale sottolinea:

“In questo quadro di incertezza per il futuro idrico dell’intero Paese, arriva quanto mai importante la notizia dalla Ministra Mipaaf Bellanova del bando di selezione per la progettazione strategica nel settore irriguo.

Interventi fondamentali dal punto di vista economico e ambientale, in primis per l’agricoltura.

La dotazione finanziaria è di circa 86 milioni di euro, di cui l’80% per il Sud Italia.

I Consorzi di bonifica ed irrigazione sono pronti.

In questo senso, un’efficiente progettualità esecutiva dei Consorzi di bonifica sarà decisiva per assicurare l’apporto idrico, ancor più in questo periodo di grandi difficoltà economiche.

Sarà, quindi, fondamentale dare il via in fretta ai cantieri proposti da Anbi per ridurre al minimo gli sprechi, incrementare le disponibilità idriche e modernizzare le reti.

Come Cia insistiamo per l’attuazione del Piano Nazionale invasi: 1000 invasi nel Paese per una nuova cultura dell’accumulo e della gestione razionale dell’acqua.

Vi sono 400 progetti già presentati, alcuni di questi riguardano anche la regione Basilicata per la quale è ancora più urgente attivare e cantierizzare alcune opere, il nostro sistema irriguo e produttivo agricolo ha necessità di poter contare su soluzioni strutturali e definitive per continuare a produrre e per avere acqua di qualità nei tempi giusti e in quantità adeguata.

Un importante programma di adeguamento finalizzato a gestire bene una risorsa strategica nella nostra Basilicata anche in ragione dei cambiamenti climatici, ottimizzare i sistemi di accumulo, almeno i principali (che hanno una capacità di invasamento circa 800 milioni di mc) una quantità di risorsa inestimabile, di assoluto valore, che fa della Basilicata una regione strategica nell’ambito del Sud Italia, ponendola fra i territori da attenzionare a cui dare risposte.

Ancora, necessita un’accelerazione per realizzare i Contratti di fiume, foce e di paesaggio e per attuare il piano nazionale con supporti tecnologici e di precisione per l’uso oculato combinando vettoriamento alla possibile produzione energie idroelettriche, bonifica montane e manutenzione del territorio e tutela del capitale natura con apporto delle aziende agricole sentinelle del paese.

Tutto questo vale ancor di più per Regioni come la Basilicata per tutte le componenti a partire dalle risorse e passando alla ruralità.

Per superare l’emergenza Covid-19, abbiamo indicato alla Giunta Regionale all’interno del Piano strategico regionale un modello che abbiamo già messo a punto nel progetto ‘Il Paese che Vogliamo-la Basilicata che vogliamo’.

Nel metodo per il rilancio dei sistemi produttivi del territorio, primo fra tutti per noi il sistema agricolo, poniamo prioritariamente un cambio di rotta, con una strategia di sistema condivisa tra tutte le forze e risorse socio-economiche, espressione dei territori italiani.

L’agricoltura può fare da perno dello sviluppo integrato di altri settori economici e produttivi in un’ottica di sistemi interconnessi, in grado di costruire percorsi di efficientamento produttivo sostenibile a partire dall’oculato uso dell’acqua”.

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